Retinopatia diabetica

Medicina

Intervista al Professor Teresio Avitabile, Direttore Clinica Oculistica AOU Policlinico Vittorio Emanuele, Catania, Segretario Società Oftalmologica Italiana.

Una situazione serissima e sottovalutata. Non usa mezzi termini Teresio Avitabile per definire la situazione di assoluta emergenza legata alla sotto diagnosi di retinopatia diabetica. «All’inizio del mio intervento, nel corso del Convegno “Retinopatia diabetica: una lotta possibile”, ho voluto mostrare un video che parla da sé: racconta la storia del signor Carmelo, 51 anni, che 13 anni fa ha avuto una diagnosi di diabete mellito». Nonostante i sintomi, per troppi anni il paziente non è stato invitato dal medico di base a sottoporsi allo screening per questa malattia. Quando la diagnosi è arrivata, i livelli erano già altissimi. Ma anche in questo caso, nessun invito ad approfondire la condizione oculare. Così gli anni sono passati. Fino al giorno in cui Carmelo si è sottoposto a visita oculistica per operare una cataratta: ma ancora una volta il medico non ha voluto approfondire la condizione retinica pur conoscendo la presenza del diabete. Troppo tempo perso: oggi il signor Carmelo è cieco. «Se i vari attori coinvolti, dalla famiglia al medico di base, dal diabetologo all’oculista, avessero agito in tempo ora il paziente vedrebbe: se presa in tempo, la retinopatia diabetica può essere curata», ripete Avitabile.

Di chi è quindi la colpa di queste cattive diagnosi?

«Pazienti e familiari dovrebbero fare la loro parte, ma certamente anche la disattenzione verso la prevenzione oftalmica, anche da parte di alcuni sanitari, ha il suo peso. Tutti gli attori devono essere coinvolti. Oggi sappiamo che solo il 10 per cento dei diabetici si sottopone a visita oculistica e all’esame del fondo oculare: è veramente troppo poco. Il diabete all’inizio dà pochi sintomi e purtroppo ancora oggi si fa troppa medicina di sintomo, senza andare a fondo.»

La prevenzione è quindi fondamentale?

«Partiamo da un punto: la retinopatia diabetica è la prima causa di cecità non traumatica, ma è una patologia prevedibile e previsibile. La prevenzione è la prima terapia».

Qual è l’impatto della retinopatia diabetica sul sistema sanitario?

«La prevenzione non va solo a vantaggio del paziente, ma anche del sistema. È impressionante pensare che la prevenzione è molto meno onerosa rispetto al costo sociale della cecità: l’esame del fondo oculare, cioè il primo strumento di diagnosi di retinopatia diabetica, costa al sistema sanitario 18 euro. Praticamente nulla al confronto del costo sociale delle pensioni di invalidità».

Quali terapie sono oggi disponibili?

«Prima di tutto la laserterapia e poi i farmaci endovitriali. Sono terapie che funzionano molto bene, a patto che la malattia sia diagnosticata in tempo».

 

Stefania Bortolotti

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