Y-40® Open Lab: 10 ore di immersione nella piscina più profonda del mondo per l’esperimento decompressivo di ricerca medica iperbarica​​

Medicina

Nuovamente a disposizione della scienza, Alberto Calesella, nella top ten degli istruttori di subacquea mondiale, in opera ad Y-40® The Deep Joy in qualità di direttore dei corsi di subacquea.

Il Platinum Course Director PADI alle 9:45 dello scorso 19 dicembre è tornato ad immergersi nella piscina più profonda del mondo a scopo di ricerca, dopo la storica immersione che già lo vide protagonista il 5 giugno 2015, a suggellare l’apertura delle attività di Y-40® Open Lab.

La nuova prova che l’istruttore 53enne ha appena terminato è utile a capire la reazione del corpo umano allo stress subito dai subacquei tecnici che lavorano anche a 200/300 metri di profondità, attraverso un esperimento decompressivo con risultati utilizzabili nella medicina iperbarica.

L’immersione, infatti, ha visto il sub esperto fermarsi nel punto di massima profondità della piscina, a -42.15 metri per ben 240 minuti, per un totale di 584 minuti di immersione, circa 10 ore, comprensive delle 4 ore di fondo e delle quasi 6 ore di decompressione.

È stato seguito passo passo da un team di medici tra cui il dottor Luca Torcello, medico iperbarico, il dottor Danilo Cialoni e Massimo Pieri di DAN Europe e i medici coinvolti con la Croce Rossa Terme Euganee presenti durante tutto lo svolgimento dell’immersione.

“Aldilà dei tempi di immersione duplicati rispetto alla performance dello scorso anno, – spiega lo stesso Calesella – Calesella con lo staff tecnico e i medici  l’aspetto fondamentale sarà quello concernente i dati raccolti. È stata, infatti, utilizzata una tabella di tempi di immersione senza precedenti, per la quale si sono utilizzate miscele specifiche. Abbiamo, inoltre, lavorato da un anno sulla preparazione del team tecnico, capace ed adeguato”. È stato, infatti, organizzato un grosso supporto per l’atleta, attraverso uno staff tecnico (composto da Alessandro Albertin, Cristian Ballotta, Simone Esposto, Marco Mancini, Stefano Paludetto, Daniele Vasselli) ed uno staff ricreativo di istruttori  (composto da Nico Cardin, Antonio Gomiero, Marco Mardollo, Gloria Pan, Federico Pavan Bernacchi, Jessica Rossetto, Franco Stimamiglio, Gaetano Tizzano, Giulia Venturato) per un totale di 15 persone che lo hanno seguito, 3 donne e 12 uomini.

Le responsabilità sono state suddivise tra i componenti scelti del team, selezionati all’interno dei collaboratori di Y-40®, che si sono occupati di diversi settori concernenti le miscele di gas, l’idratazione, la preparazione del campo con il posizionamento delle bombole, la segnalazione delle quote di decompressione e la ripresa video subacque.

Altrettanto è stato preparato fisicamente lo stesso Calesella, che ha superato i check-up di DAN Europe raggiungendo una forma fisica idonea per lo svolgimento della ricerca. “Si tratta di un progetto che mi interessa da sempre sia in qualità di subacqueo professionista, che in termini più personali. Sono iscritto al Master in Gestione tecnico-sanitaria di Camera Iperbarica dell’Università degli Studi di Padova e mi piace, in tal senso, l’idea di sentirmi un po’ studente delle ricerche sull’iperbarismo, un po’ cavia da laboratorio” – ci scherza su lo stesso Calesella.

I dati raccolti servono a comprendere la relazione tra l’assorbimento del gas inerte e i vari fattori coinvolti: temperatura, idratazione, massa corporea, età, performance atletica. Il corpo in immersione ha reazioni fisiologiche alla pressione, addirittura la possibilità di perdita di massa ossea, motivo per cui durante e dopo la prova sono stati misurati e monitorati la perdita o l’incremento della massa corporea, dell’acqua totale nel corpo, della massa muscolare, della massa ossea, dell’emoglobina ed ematocrito, le variazioni delle funzioni cardiache, del consumo calorie, del physical score, della respirazione di gas ipossici.

Il dott. Torcello ed il dott. Cialoni al termine dell’immersione alle 19:30 hanno prontamente visitato Alberto Calesella e dichiarato: “Si tratta di un’immersione eccezionale, che non ha pari, della quale abbiamo analizzato numerosi aspetti.

Lo stato di idratazione è stato controllato da analisi del sangue con impedenziometria, ma non si sono registrate variazioni, anche grazie ai 9 litri d’acqua e ai sali minerali assunti durante la prova.

Grazie ad uno speciale holter subacqueo, si è eseguito e registrato un elettrocardiogramma per tutto il tempo dell’immersione, che si potrà analizzare nei prossimi giorni. Ugualmente sono ancora in corso gli esami sull’eventuale presenza di bolle gassose che al momento sembrano non superare quelle di una normale immersione, ma di cui si avranno i dati più interessanti nelle prossime ore”.

“Y-40® ha vissuto in questi anni un consolidarsi della sua dimensione a livello mondiale – spiega l’architetto Emanuele Boaretto, ideatore e progettista della piscina iscritta nel Guinness dei Primati, che durante la prova ha raggiunto in immersione Calesella a -42,15 metri.  Oltre ad essere l’epicentro delle attività subacquee ed una struttura architettonica visitata ogni anno da migliaia di turisti, va accreditandosi sempre più il ruolo di laboratorio di ricerca subacquea dagli alti standard di qualità e sicurezza, all’interno del quale stanno lavorando Università ed enti di ricerca da tutto il mondo, non ultime le applicazioni spaziali internazionali“.

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial