Ipercolesterolemia: una minaccia per la salute

Salute

L’associazione di nutraceutici con probiotico riduce il colesterolo cattivo quasi del trenta per cento.  Risultato inedito ottenuto da ricercatori italiani con composto di ideazione e produzione italiana.

Composti probiotici sono in grado di ridurre i livelli circolanti di lipoproteine a bassa densità (LDL) ossia la componente più deleteria del colesterolo totale. I probiotici sono “organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell’ospite”.

In questo caso specifico è stata studiata un’associazione contenente Bifidobacterium longum (BB536), un ceppo ben studiato di fermenti lattici attivi ad azione probiotica specifica, ed estratto di riso rosso fermentato, il cui maggiore principio attivo è la monacolina K.

L’associazione è stata studiata con rigore scientifico (studio randomizzato, in doppio cieco e contro placebo) su un gruppo di pazienti con ipercolesterolemia media, quindi candidati a un possibile trattamento non farmacologico.

I risultati preliminari di questo studio, condotto da ricercatori italiani presso l’Università di Milano e l’Ospedale Niguarda (Milano) e che verrà presentato nel prossimo aprile a Praga al Congresso della Società Europea dell’Aterosclerosi, indicano un dato sorprendente: l’assunzione orale di questa associazione probiotico-nutraceutico per dodici settimane determina una riduzione delle LDL del 27%. Il confronto col placebo (preparato identico ma privo delle componenti attive) è senza discussione: il placebo non modifica minimamente (variazione = 0%) le stesse dannose lipoproteine.

Secondo il responsabile dello studio, Paolo Magni, docente di patologia clinica al Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università di Milano, «abbiamo la possibilità di intervenire su uno dei fattori di rischio attualmente più rilevanti per l’aterosclerosi e quindi possibilmente nella prevenzione di eventi cardiovascolari come l’infarto miocardico e l’ictus».

«Si tratta della prima volta – aggiunge Magni – che una associazione di nutraceutici contenente un probiotico specifico dimostra, in uno studio clinico condotto con rigorosa metodologia scientifica, un risultato di così grande portata per la salute pubblica».

L’utilizzo di un’associazione – che include, oltre al Bifidobacterium longum e alla monacolina K, anche coenzima Q10 e vitamina PP – ha lo scopo di utilizzare meccanismi d’azione diversi e sinergici per ridurre la colesterolemia, in modo da assicurare il migliore risultato con virtuale assenza di effetti indesiderati.

L’azione ipocolesterolemizzante si eserciterebbe, secondo i ricercatori milanesi, con un doppio meccanismo:

1) l’inibizione della sintesi del colesterolo a livello del fegato (azione svolta prevalentemente dalla monacolina K, che interviene sui processi enzimatici che regolano la formazione di nuovo colesterolo)

2) la riduzione dell’assorbimento intestinale del colesterolo proveniente dai sali biliari (azione svolta prevalentemente dal Bifidobacterium longum, che colonizza il tenue e idrolizza i sali biliari, riducendo quindi l’assorbimento del colesterolo.

La ricerca di Montefarmaco (www.montefarmaco.it), azienda familiare italiana,  è da molti anni dedicata in modo particolare al microbiota intestinale e alla eubiosi, concetti ancora poco conosciuti dal pubblico ma oggetto ormai di specifico interesse da parte della comunità scientifica.

Sono passati infatti oltre vent’anni dalla prima formulazione di Lactoflorene®, dotata per l’appunto di attività sul microbiota intestinale. Nel corso degli anni la formulazione si è evoluta, sia tecnicamente per rispettare i cambiamenti legislativi che per adeguarla ai nuovi bisogni dei consumatori.

Inizialmente il consiglio, oggi noto a tutti, era di assumere fermenti lattici per riequilibrare la flora intestinale in caso di assunzione di antibiotici. Oggi a tutto questo si aggiunge un concetto molto più completo: l’assunzione di probiotici per il mantenimento di un sano stato di benessere generale, sulla base delle evidenze secondo cui ceppi probiotici specifici sono utili per prevenire specifici disturbi e malattie.

«Montefarmaco – sottolinea Stefano Colombo, Amministratore Delegato della Società – ha pertanto allargato la famiglia Lactoflorene con Lactoflorene® Colesterolo, un prodotto che riassume molto bene l’anima dell’azienda: partire dal microbiota intestinale, aggiungere attivi ad alta efficacia, studiare la bibliografia più aggiornata, realizzare il tutto con una tecnica farmaceutica di alta qualità e realizzare degli studi di efficacia a supporto».

 

Stefania Bortolotti

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