“Morbelli 1853 – 1919” al GAM di Milano fino al 16 giugno

Arte

Riappare sulla scena milanese, dopo l’ultima esposizione monografica del 1949, il divisionista Angelo Morbelli (1853-1919), in occasione del centenario della morte.

Artista piemontese di nascita ma milanese d’adozione, cominciò l’attività in campo musicale, ma dovette abbandonare perché affetto da una sordità progressiva e si dedicò alla pittura. All’età di tredici anni, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove fu allievo di Giuseppe Bertini (1825-1898), seguace del movimento Romantico e Verista, Docente e Direttore di Brera ed anche primo Direttore del Museo Poldi Pezzoli. Angelo Morbelli

I primi temi di Angelo Morbelli furono il paesaggio e la storia. Acquisì notorietà con il dipinto “Goethe morente”, olio su tela 212 x 165 cm, (Alessandria, Museo Civico) presso la mostra annuale a Brera nel 1880. L’artista, nel 1883, decise di donare quest’opera al Comune di Alessandria, in segno di riconoscenza per la Borsa di Studio offerta dalla Municipalità. Dal 1883, i temi pittorici di Morbelli si orientano verso l’interpretazione della realtà, in particolare, iniziò a dipingere gli anziani ricoverati nel Pio Albergo Trivulzio, tema che gli fu sempre particolarmente caro e gli valse il Premio Fumagalli con l’opera “Giorni…ultimi” (olio su tela 100 x 161 cm), esposto presso la Promotrice di Genova. Alberto Casiraghi di Milano destinò l’opera con un legato, nel 1921, alla Galleria d’Arte Moderna di Milano. Questo dipinto non presenta ancora la tecnica divisionista che caratterizzerà le opere successive, tuttavia rivela l’interesse di Morbelli verso la sperimentazione di un nuovo linguaggio e la separazione dei toni.

L’artista si interessò al mondo dei contadini e dei poveri, figure della contemporanea letteratura verista. Nei suoi dipinti partecipò al dolore di giovani e vecchi, dipingendo atmosfere intime e pessimiste, a volte romantiche. Maria Pagani divenne sua musa e sua sposa da cui ebbe quattro figli e gli ispirò molti quadri sul tema della maternità. Intorno al 1890 abbracciò il Divisionismo e strinse amicizia con lo scultore Leonardo Bistolfi (1859-1933), senatore del Regno d’Italia nella XXVI legislatura, importante esponente del Simbolismo italiano.Angelo Morbelli

Acquistata una casa nella frazione di Colma, presso Rosignano Monferrato, la denominò Villa Maria, in onore di sua moglie e cominciò a ritrarre i paesaggi locali. Questa residenza di campagna divenne anche occasione d’incontro con illustri ospiti casalesi, con famosi artisti e letterati, in particolare l’amico fraterno Pellizza da Volpedo (1868-1907), prima divisionista poi esponente della corrente sociale, autore del celeberrimo “Il quarto stato”, divenuto una perfetta allegoria del mondo del lavoro subordinato e delle sue battaglie politico-sindacali dall’ottocento in poi a partire dalla seconda rivoluzione industriale.

Morbelli si dedicò anche ai paesaggi montani, durante i numerosi soggiorni estivi a Santa Caterina Valvurfa.  Nel 1897 vinse la medaglia d’oro di Dresda con “Per ottanta centesimi “(olio su tela 67,5 x 121,5 cm, Museo Borgogna). L’intento di critica sociale, in quest’opera, emerge non solo nel titolo, che si riferisce esplicitamente alla paga ridotta ottenuta dalle mondine nella risaia, ma soprattutto nella scelta compositiva del soggetto. Le mondine, intente nel trapianto del riso, vengono ritratte di schiena; il taglio fotografico della scena esclude il cielo che è soltanto riflesso sull’acqua, resa attraverso vibranti pennellate ad evocare il punto di vista delle donne al lavoro. Nel 1900 Morbelli fu premiato con la medaglia d’oro dell’Esposizione Universale di Parigi del 1900 con “Giorno di festa al Pio Albergo Trivulzio”. Nel 1908-1909 entrò in contatto con Carlo Carrà (1881-1966), uno dei firmatari del Movimento Futurista, sperimentatore di diverse tendenze e frequentò anche Umberto Boccioni (1882-1916), pittore e scultore, esponente di spicco del futurismo e inventore del Dinamismo Plastico.Angelo Morbelli

Milano, con la mostra di Morbelli alla Galleria d’Arte Moderna rende omaggio a uno dei protagonisti della grande stagione divisionista in Lombardia tra Otto e Novecento. La rassegna che vanta prestigiosi prestiti, nazionali e internazionali, provenienti dal Musée d’Orsay di Parigi, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, dalla Galleria Internazionale d’Arte Moderna – Ca’ Pesaro di Venezia,  si svolge in sei sezioni di un percorso di approfondimento della conoscenza dell’artista, completato da alcune opere di confronto che documentano le affinità tematiche, tecniche e compositive tra l’artista e alcuni suoi contemporanei, come Ernesto Bazzaro, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Medardo Rosso, Vittore Grubicy de Dragon. Curata da Paola Zatti con la collaborazione di Alessandro Oldani, Giovanna Ginex e Aurora Scotti, la mostra è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale. La realizzazione dell’esposizione ha potuto contare sul sostegno de “Amis d’la Curma”, associazione culturale che ha tra i suoi obiettivi la valorizzazione della figura di Angelo Morbelli e del territorio monferino. Negli ultimi quindici anni, l’associazione ha ridato vita a Villa Maria con un’opera di recupero e di ricerca degli oggetti a lui appartenuti in una ricostruzione suggestiva del suo studio.

La mostra è stata realizzata grazie al contributo di Rotary Club di Milano Sud e con il supporto di Erco.

Morbelli 1853-1919

15 marzo – 16 giugno 2019

GAM Galleria d’Arte Moderna di Milano via Palestro 16, 20121 Milano

www.gam-milano.com  –  c.gam@comune.milano.it

+39 02 88445943

Biglietti: incluso nel biglietto d’ingresso al museo

Intero 5 € / ridotto 3 €

Ingresso gratuito il primo e il terzo martedì del mese dalle ore 14 e ogni prima domenica del mese

Il biglietto cumulativo offre l’ingresso libero a tutti i Musei Civici per tre giorni (un ingresso in ogni museo)

In vendita online (senza costi di prevendita) e nelle biglietterie a 12,00 €

Catalogo Silvana Editoriale

 

Judith Maffeis Sala

 

 

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