“Andrea Branzi – Archetipi” in mostra a Milano dal 22 maggio al 22 giugno 2019

Arte

Progettista, filosofo dello spazio e dell’oggetto, Andrea Branzi ha una lunga carriera nella didattica. <<Insegno per imparare – afferma – ma ora smetto, sono almeno due anni che lo dico, voglio far altre cose>>.

Nato a Firenze nel 1938, dalla metà degli anni ’70 vive e lavora a Milano.

Dopo l’assegnazione del Premio “Rolf Schock per le Arti Visive” conferitogli dalla “Royal Academy of Fine Arts”  di Stoccolma nel 2018, torna a esporre nella galleria “Antonia Jannone Disegni di Architettura” con la mostra “Archetipi”. Dieci sculture inedite, realizzate con DAS, legno e rete metallica, indagano il tema degli archetipi. In mostra anche una serie di opere su carta.

L’architetto abita al 14° piano di un palazzo anni ’50, in corso Sempione; dalle finestre si scorgono i tetti, il Duomo, la Torre Velasca, il Pirellone e anche gli ultimi grattacieli, le torri di Porta Nuova. <<A me piacciono – dice Andrea Branzi – hanno trasformato Milano in una città europea.>>

Nella casa dell’architetto ci sono oggetti apparentemente inutili.  << Per me sono indispensabili – ci confida – hanno un’anima,  sono gli interlocutori della vita quotidiana. Folletti domestici. Era così anche nell’antichità. Vasi, sedie, suppellettili delle case di Pompei sono antropomorfi o zoomorfi, perché considerati “Numi tutelari “ della casa>>.

Dal 1964 al 1974, Andrea Branzi prende parte ad “Archizoom Associati”, primo gruppo di avanguardia noto in campo internazionale. Cofondatore di “Domus Academy” nel 1982, prima scuola internazionale post-laurea di design, ha ricevuto tre “Compassi d’oro”, uno alla carriera nel 1987, oltre alla “Laurea Honoris Causa” in Disegno Industriale all’Università La Sapienza di Roma nel 2008. Nello stesso anno è stato nominato “Membro Onorario del Royal Design for Industry” di Londra e dell’ “Accademia delle Arti e del Disegno”  di Firenze. Nel 2010 è stato invitato a partecipare con una sala personale alla “Biennale di Venezia”, presso il “Padiglione Italia”.

Autore di molti libri su storia e teoria del designo, Andrea Branzi è uno dei volti di “Ambassador per Expo Milano 2015”. Nel 2017 il “Centro Georges Pompidou” di Parigi ha dedicato al suo lavoro una sala permanente.

I suoi progetti sono conservati presso molti musei quali: Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma;  Centro Georges Pompidou, Parigi;  Design Museum, Gent , sito nel cuore della città di Gant,  l’unico museo in Belgio ad affiancare collezioni storiche e contemporanee; MOMA New York; Brooklin Museum, New York;  Denver Museum of Art, Denver;  Fondation Cartier pour l’Art  Contemporain, Parigi; Groninger  Museum, Groningen (Paesi Bassi); Fonds Régional d’Art Contemporain/ FRAC Centre, Orleans (Francia);  Houston Museum of Fine Arts, Texas;  Israel Museum , Londra (Gran Bretagna) B.;  Vitra Design Museum, Weil-am-Rheim (Germania);  MAK, Vienna (Austria).

<<Ho sempre disegnato tantissimo – prosegue Branzi – è stata la mia terapia. Ero un bambino problematico, soffrivo di dislessia e di un disturbo di depersonalizzazione, il  disegno mia ha guarito>>.

“Archetipo”, ovvero “primo esemplare assoluto ed autonomo”. Chiediamo all’architetto Branzi il significato del termine utilizzato come titolo per la sua mostra nella Galleria Antonia Jannone e ci risponde:  << Gli archetipi sono quei  modelli teorici , mentali, che anticipano tutte le nostre attività creative; si tratta di un patrimonio antropologico non evidente, che giace nel profondo del nostro istinto, quando diamo forma e sostanza a nuove forme espressive. In architettura significa fare riferimento a strutture primarie come le capanne, i  recinti, le strutture agricole, la cui funzione non è definita in rapporto all’abitare ma al costruire, intesa come attività primaria prima che funzionale. Oggi l’architettura civile vive una crisi di credibilità, nel senso che il suo rapporto con la società si è progressivamente logorato;  a sua volta la società vive una profonda crisi e non è più in grado di fornire quadri di valore al progetto. In questo contesto la riflessione sugli archetipi primari diventa importante perché essi non sono una eredità del passato, ma piuttosto un repertorio da inventare; non sono cioè un repertorio certo ma piuttosto un materiale da indagare dentro la profondità della nostra mente>>.

Andrea Branzi – Archetipi

22 maggio – 22 giugno 2019

Galleria Antonia Jannone Disegni di Architettura

Corso Garibaldi 125, Milano

Orari: da martedì a sabato 15,30 – 19,30

La mattina su appuntamento

Info +39 02 29002930

info@antoniajannone.it

www.antoniajannone.it

 

Judith Maffeis Sala

 

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