ANTROPOCENE – L’EPOCA UMANA

Cinema

Antropocene – l’epoca umana è il completamento, dopo Manufactured Landscapes (2006) e Watermark (2013), di una trilogia di documentari sull’impatto delle attività umane sul nostro pianeta.

Narrato dalla voce di Alicia Vikander, il docu-film è un viaggio in sei continenti, 20 paesi, 47 località, con immagini spettacolari dal forte impatto visivo e sviluppato in maniera organica e complessa per raccontare i diversi modi con cui l’uomo sta sfruttando le risorse terrestri e modificando la Terra, più di quanto possano i fenomeni naturali.

Una meditazione cinematografica sulla massiccia ricostruzione del pianeta da parte dell’umanità, frutto della collaborazione quadriennale del pluripremiato team composto dai registi Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier e dal fotografo di fama mondiale Edward Burtynsky.

Combinando arte, cinema, realtà virtuale e ricerca scientifica, ne è scaturito un progetto straordinario, unico nel suo genere, presentato in anteprima europea al MAST Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia di Bologna all’interno di una mostra multidisciplinare che, testimoniando un periodo critico nella storia geologica del pianeta, propone una provocatoria e indimenticabile esperienza dell’impatto e della portata della specie umana.

L’epoca Olocenica iniziò 11.700 anni fa, quando i ghiacciai dell’ultima era glaciale si sciolsero. Geologi e altri scienziati del gruppo di lavoro Antropocene ritengono che dopo l’Olocene siamo entrati in una nuova epoca: l’Antropocene, ovvero l’uomo che domina ad oltranza.

L’umanità sta sfruttando, più del dovuto, il pianeta, compromettendone lo stato con gravissime conseguenze.

Nel docu-film l’immagine del più grande rogo d’avorio del mondo: in fiamme 105 tonnellate di avorio, provenienti da 8mila elefanti e una tonnellata di corni di rinoceronte. Ad accendere la pira il Presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, all’ingresso del Parco Nazionale di Nairobi, operazione avvenuta il 30 aprile 2016, per la lotta contro il bracconaggio nella Riserva di Ol Pejeta.

Secondo alcune stime, il valore di mercato del materiale bruciato sarebbe stato di 150 milioni di dollari.

Intanto, in un laboratorio di Hong Kong si continua a lavorare l’avorio per ottenere oggetti di vario tipo, che richiedono lavorazione anche di anni, stavolta di provenienza legale: arriva dalla Siberia e dai Ghiacci e dal Permafrost che si sciolgono permettendo di recuperare i resti di antichi mammut.

Sempre in Siberia, la città di Norilsk ospita le miniere di nichel e di altre metalli i più grandi del mondo ed è tra i luoghi più inquinati del pianeta.

Il deserto cileno di Atamacana è punteggiato dalle immense vasche gialle o azzurre di evaporazione  del litio, fondamentale per le batterie dei telefoni o delle auto elettriche.

A Immerath, Germania, si sono abbattute case e una chiesa per allargare le miniere di carbone a cielo aperto.

In Italia, alle cave di marmo di Carrara, le macchine strappano alla montagna in un giorno quanto, una volta, manualmente, si poteva raggiungere in quindici giorni.

Sul 60% delle coste cinesi sono state edificate barriere frangiflutti in cemento per arginare innalzamento dei mari dovuto ai cambiamenti climatici.

Foreste canadesi tagliate e città da Lagos a Karachi, da Shanghai a Città del Messico che si espandono inarrestabili.

Le profondità psichedeliche delle miniere di potassio dei monti Urali in Russia. Qui, nella città industriali di Borezniki enormi doline, aprendosi nel terreno, hanno inghiottito interi edifici.

La grande barriera corallina australiana è sempre più minacciata dall’acidificazione dei mari.

A Dandora, in Kenya, tra le montagne di rifiuti di una delle più grandi discariche del mondo, ogni giorno centinaia di disperati si guadagnano da vivere immersi nella spazzatura.

Questo docu-film non è una denuncia, ma è finalizzato a creare consapevolezza.

La distribuzione del film è della Fondazione Stensen e Vamyn con il sostegno di Fridays for Future Italia, Extinction Rebellion Italia, Green Peace, Associazione italiana giovani UNESCO, #Unite4Eart e Mymovies.it. Media Partners del Progetto Altroconsumo e Lifegate.

Antropocene – l’epoca umana

Genere: documentario, Canada

Durata: 87 minuti

Distribuzione: Stensen e Valmyn

Regia: Jennifer Baichwal, Nicholas de Pencier, Edward Burtynsky

 

Judith Maffeis Sala

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