Cheratocono: prevenzione e diagnosi

Salute

Il Cheratocono è una malattia che può portare alla cecità, può esordire fin dalla pubertà e se non viene immediatamente diagnosticata è difficilmente curabile se non con un trapianto di cornea.

Dottor Lucio Buratto

Il dottor Lucio Buratto, uno dei massimi esperti mondiali nella cura delle patologie oculari, fondatore del Centro Ambrosiano Oftalmico, del Centro Italiano Occhio Secco e Neovision Cliniche Oculistiche, ha informato, insieme agli altri relatori, la dottoressa Felicita Norcia, Direttore Sanitario Neovision, il signor Rinaldo Lisario, Presidente A.I.CHE, Associazione Italiana Cheratocono e il giornalista Luigi Bazzoli, sulla Campagna di Prevenzione e Diagnosi, denominata MESE DEL CHERATOCONO.

Dal 10 settembre al 11 ottobre 2019 verranno erogate visite gratuite effettuate da medici specialisti oculisti e ortottisti/assistenti in oftalmologia, mirate a individuare questa patologia nei soggetti interessati ed eventualmente suggerire le opportune terapie, rimandando ai propri medici oculisti curanti.

Il cheratocono è una malattia progressiva della cornea che può provocare una riduzione anche molto grave della capacità visiva. Consiste in un assottigliamento e deformazione della cornea stessa, che tende a sfiancarsi protrudendo in avanti, a volte in modo così evidente da assumere una forma conica.

Non vi sono di norma disturbi come dolore o infiammazione oculare. I problemi avvertiti dal paziente consistono in un peggioramento della capacità visiva indotto dall’alterazione, spesso progressiva, della cornea. In molti casi l’occhio affetto da cheratocono diventa miope, ma è l’astigmatismo irregolare a disturbare maggiormente la visione, inducendo la percezione di un’immagine sfocata e deformata (le fonti luminose tendono ad essere allungate, come se avessero una coda luminosa).

Il trattamento che ha dimostrato efficacia nel rallentare e in molti casi a fermare l’evoluzione del cheratocono è il cross linking corneale o CXL.

E’ un trattamento fondamentale nella cura del cheratocono e delle altre ectasie corneali. Non è un intervento chirurgico, non vengono effettuate incisioni, suture o altre manovre invasive; è un intervento chiamato “parachirurgico” che consiste nell’applicazione sulla cornea di un prodotto chiamato Riboflavina; esso viene poi attivato, da una luce ultravioletta della famiglia dei raggi UVA. L’azione della luce associata al farmaco, stimola la cornea a rinforzare i legami tra i tessuti che la compongono, determinando un arresto o quanto meno un rallentamento dell’evoluzione della malattia. Inoltre, aumenta la rigidità e la resistenza della cornea.

Questa tecnica, CXL, irrobustendo la cornea, stabilizza la malattia; se eseguito precocemente può evitare la necessità di fare il trapianto di cornea.

Quando la capacità visiva non è migliorabile con procedure conservative, si rende necessaria la sostituzione del tessuto corneale, effettuando un trapianto di cornea.

Il tessuto corneale proviene da persone che hanno deciso di essere donatori affinché altri possano averne beneficio. Esiste una rete nazionale che si occupa  delle donazioni, che afferiscono alle cosiddette Banche degli Occhi. Ogni anno si raccolgono 12.000 -15.000 cornee.

L’iniziativa MESE DEL CHERATOCONO, che consente di prenotare una visita gratuita presso i Centri Specialistici che vi hanno aderito, è promossa dall’Università di Verona, dal Centro Nazionale di Alta Tecnologia in Oftalmologia dell’Università di Chieti-Pescara, da CAMO (Centro Ambrosiano Oftalmico)  in collaborazione con NEOVISION e con il Patrocinio dell’A.I.CHE, Associazione Italiana Cheratoconici, della SOI, Società Oftalmologica  Italiana, della S.I.T.R.A.C. Società Italiana Trapianto di Cornea.

Per prenotare si va sul sito www.curagliocchi.it.

 

Judith Maffeis Sala

 

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