Menopausa: esami e controlli da fare

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Menopausa: esami e controlli da fare

Mantenersi in salute è fondamentale a tutte le età, ma se durante la giovinezza facciamo meno caso ai messaggi del nostro corpo – presi da impegni, distrazioni e progetti per il futuro – spesso ci dimentichiamo di fare la giusta prevenzione, quando si arriva ad una certa età diventa indispensabile prendersi cura del proprio organismo. Per le donne questa età è spesso rappresentata dall’inizio della menopausa, una fase molto delicata nella vita femminile, che ha un impatto e caratteristiche proprie diversi da individuo ad individuo.

Persino sull’età della menopausa non si hanno certezze: nella maggior parte dei casi entra nella vita delle donne tra i 45 e i 55 anni, con una finestra statisticamente più forte a 50-51 anni, ma in base alle abitudini di vita, al regime alimentare, a fattori genetici e alla salute di ciascuna donna si possono trovare casi di menopausa precoce (prima dei 45 anni) o menopausa tardiva (dopo i 55). Se in famiglia ci sono casi di questo genere, è probabile che questa insolita “tradizione” si tramandi di generazione in generazione.

Di per sé, la menopausa non è altro che la perdita del ciclo mestruale. Ogni donna, però, vive questo momento di passaggio con più o meno sensibilità, che a sua volta è determinata da trasformazioni ormonali che hanno un impatto più o meno forte sull’organismo – e quindi sulla vita quotidiana – di ciascun individuo. Di certo, la presa di coscienza che segue la perdita della capacità riproduttiva è vissuto naturalmente come un fatto determinante dalla maggior parte delle donne, perché segna l’abbandono di un tratto fisiologico tipicamente e totalmente femminile. Ma la femminilità di ogni donna continua ad esprimersi in tutta la sua pienezza anche dopo l’inizio della menopausa: questo passaggio non è una patologia da curare, bensì semplicemente una nuova, fisiologica fase nella vita della donna.

Che sia un passaggio traumatico o meno, è importante effettuare una serie di controlli e di esami che aiutano il nostro corpo a segnalarci eventuali problemi che con il progredire dell’età costituiscono un fattore di rischio da non sottovalutare per il benessere del nostro organismo e per la nostra stessa sicurezza.

  1. Controlli preliminari

Un check up indispensabile ma non eccessivamente approfondito parte dall’analisi dei principali valori del sangue (emocromo, glicemia, colesterolo, trigliceridi, creatinina, ecc.) che vanno combinati con i valori della misurazione della pressione, da ripetere periodicamente: sottoposti i risultati al parere di un esperto, se emerge qualche anomalia, può essere prescritto un elettrocardiogramma a riposo (a cui aggiungere, eventualmente, quello sotto sforzo) o un ecocardiogramma per monitorare lo stato di salute del cuore e dell’apparato cardio-circolatorio in generale. In effetti, i problemi cardiaci sono uno dei principali fattori di rischio dopo i 50 anni, sia per il genere maschile sia per quello femminile.

  1. La visita ginecologica

In secondo luogo, è consigliato procedere con una visita ginecologica: è buona norma, considerato lo stato particolare che il nostro organismo affronta con il passaggio alla menopausa, far controllare ad uno specialista che i fisiologici cambiamenti che interessano l’apparato riproduttivo avvengano senza problemi. Il ginecologo potrà fornire alcuni validi consigli per affrontare al meglio questo delicato momento, guidando la donna nelle scelte che la riguardano e consigliando ulteriori test diagnostici in caso di predisposizione genetica a certe malattie che tendono a ricorrere, dal tumore al seno all’osteoporosi.

  1. Il pap-test

Proprio in base a quanto detto finora è importante sottoporsi al pap-test, un esame che tutte le donne di età superiore ai 25 anni dovrebbero svolgere periodicamente ma che in età matura va ripetuto con ancor maggior frequenza. Se si parla, infatti, di replicare il test ogni 4 anni per le donne in età fertile, questo lasso di tempo dovrebbe essere ridotto a 2 per le donne in menopausa, almeno fino al compimento dei 65 anni.

Perché è così importante non trascurare tale esame diagnostico? Il pap-test serve ad evidenziare la presenza di eventuali infezioni batteriche, micotiche (come la candida) e soprattutto virali, come papilloma virus (HPV), che è stato riconosciuto dalla ricerca scientifica come uno dei possibili responsabili del carcinoma al collo dell’utero. Il pap-test è estremamente utile perché tumore del collo dell’utero progredisce lentamente e quindi, diagnosticato in tempo, potrà essere affrontato senza gravi danni o interventi estremamente invasivi.

  1. La mammografia

Sempre periodicamente, inoltre, si consiglia di effettuare una mammografia. Si consideri che attualmente le linee guida del Ministero della Sanità raccomandano questo screening diagnostico a tutte le donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni. Tuttavia, secondo recenti studi, è ormai chiaro che non è del tutto esatto fornire un’indicazione in base all’età vista in termini assoluti, bensì è molto più utile fornire un’età “relativa”, indicando ovvero la fase ormonale attraversata dalla donna. In questo senso, il periodo della menopausa riveste un ruolo fondamentale, proprio per la sua delicatezza: per questo l’American Cancer Society invita le donne a fare un primo controllo e a ripeterlo annualmente a partire dall’ultima mestruazione.

  1. Casi specifici

Ci sono poi situazioni particolari che richiedono esami e controlli specifici: in questi casi sarà il medico di fiducia a raccomandare un check up appropriato che si adatti alle esigenze distinte di ogni donna. Tra gli esami più ricorrenti, annoveriamo il controllo approfondito dei livelli del colesterolo nel sangue e quello dei fattori di coagulazione; anche il dosaggio degli ormoni è un test utile con il subentro della menopausa, così come il controllo del peso, che può essere fatto in collaborazione con un nutrizionista specializzato.

 

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