“Foggia Libera Foggia” il 10 gennaio 2020

Buone prassi

“Foggia Libera Foggia” il 10 gennaio 2020

“Bisogna schierarsi come cittadinanza responsabile e valorizzare il lavoro di resistenza delle tante realtà di quel territorio che provano a costruire percorsi di bellezza e di cambiamento”.

                                                                                                                                                  don Ciotti

L’Ordine dei Tecnici di radiologia e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione di Foggia parteciperà con una sua rappresentanza alla manifestazione promossa da Libera per venerdì 10 gennaio 2020. Lo farà per dare un riscontro concreto all’invito di don Ciotti a schierarsi “per non lasciare sole le vittime di questa violenza, per non lasciare soli i rappresentanti dello Stato, le forze dell’ordine, la magistratura impegnati quotidianamente in operazioni importanti ed efficaci. Per non lasciare soli i cittadini”.

“La violenza, non solo quella di stampo mafioso, si manifesta sia nella dimensione fisica, con danni alle persone e alle cose, che in quella verbale, relazionale e psicologica -afferma Amalia Bisceglia, Vicepresidente dell’Ordine-; come ci chiede don Ciotti, dobbiamo tutti avere il coraggio di avere più coraggio, per contrastare le mafie e le intimidazioni di ogni tipo, riconoscendole come tali anche quando ad agire sono le cosiddette persone normali, a volte quelle a noi più vicine”.   

La mobilitazione sociale dell’Ordine di Foggia si inserisce all’interno delle iniziative che sul tema sono state intraprese dalla Federazione nazionale degli Ordini TSRM PSTRP: il protocollo di collaborazione sottoscritto nel marzo 2017 con la rete di Illuminiamo la salute; i progetti Codice etico comune ed EtiCare: il primo per la definizione di un codice etico in cui si riconoscano tutte le 19 professioni afferenti all’Ordine TSRM PSTRP, il secondo per la sensibilizzazione dei professionisti ai temi dell’integrità e dell’etica facendo, da una parte, opera di prevenzione alla corruzione e alle infiltrazioni mafiose e, dall’altra, promuovendo le buone pratiche; la recente definizione del progetto collaborativo con Illuminiamo la salute e l’Università della ricerca, della memoria e dell’impegno (UniRiMI) “Rossella Casini”.

L’UniRiMI ‘Rossella Casini’ nasce dall’esigenza di creare un luogo formativo per offrire l’opportunità di approfondire il fenomeno delle mafie sotto diversi aspetti: storico, antropologico, sociologico, ecclesiologico, oltre che giuridico ed economico. Se è vero che la sfida per fronteggiare le mafie è innanzitutto culturale, è altrettanto vero che occorre creare dei luoghi di sapere che consentano una conoscenza con il metodo della ricerca scientifica, giornalistica e giuridica. “Attraverso la collaborazione con l’UniRiMI -spiega Alessandro Beux, Presidente FNO TSRM PSTRP- prevediamo interventi per rafforzare l’integrità, l’indipendenza e la trasparenza degli ambiti professionali, attraverso sinergie e momenti di condivisione per l’analisi dei rischi e delle misure di prevenzione dei fenomeni di opacità all’interno del sistema sanitario e sociale”.Ordine TSRM PSTRP

“In questi ultimi due anni -commenta Alessandro Beux, Presidente FNO TSRM PSTRP– ci siamo impegnati tanto per dare la più rapida attuazione a quanto previsto dalla legge 3/2018: in un anno e mezzo abbiamo iscritto 170.000 dei 192.000 professionisti stimati nel luglio 2018 e stiamo lavorando ai rimanenti, una parte dei quali si iscriverà agli elenchi speciali a esaurimento. Ci siamo riusciti con le sole nostre forze perché siamo stati capaci di restare liberi, nel pensiero, nelle decisioni e nell’agire, senza risentire di alcun condizionamento, avendo come unico mandato la legge, come unico obiettivo la tutela delle persone assistite e come guida etica un forte senso dello Stato e delle Istituzioni. Abbiamo registrato una crescente attenzione nei nostri confronti, non solo mediatica. Tra quelli che ci cercano e ci fanno proposte potrebbe esserci di tutto, e noi non siamo diversi dagli altri uomini e donne: finiti e fallibili. Col  progetto collaborativo appena sottoscritto, vogliamo fornire strumenti alla nostra classe dirigente, attraverso lo sviluppo di attività formative e di supporto all’etica delle professioni, al fine di una gestione sempre più accorta e trasparente delle nostre Istituzioni, sia in termini di contrasto alla corruzione e, più in generale, alle mafie e ai comportamenti mafiosi sia in termini di promozione di quelli virtuosi e delle buone pratiche”.

 

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