“Regina”, un film di genere drammatico per la regia di Alessandro Grande

Cinema

Dal 30 aprile è visibile su Sky Primafila e sulle principali piattaforme di streaming on demand “REGINA”, un film di Alessandro Grande,  con Francesco Montanari, Ginevra Francesconi, Barbara Giordano, Max Mazzotta (Italia – 2020 – 82′).

SINOSSI

Regina ha 15 anni e sogna di fare la cantante. A supportarla c’è suo padre Luigi che è tutta la sua famiglia dato che Regina ha perso la madre anni prima; Luigi, proprio per starle accanto, ha rinunciato alla sua carriera musicale. Il loro è un legame fortissimo, indissolubile, almeno fino a quando, un giorno, un evento imprevedibile cambierà le loro vite.

CAST TECNICO

Regia: Alessandro Grande

Cast: Francesco Montanari, Ginevra Francesconi, Barbara Giordano, Max Mazzotta

Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Grande, Mariano Di Nardo

Fotografia: Francesco Di Pierro

Montaggio: Annalisa Forgione

Scenografia: Luca Servino

Costumi: Sabrina Beretta

Musica: Bruno Falanga

Suono in presa diretta: Guido Spizzico

Trucco: Silvia Beltrani

Acconciature: Massimo Allinoro

Montaggio del suono: Claudio Spinelli, Giacomo Rende

Mixage: Roberto Cappannelli

Produzione: BIANCA FILM con RAI CINEMA, con il contributo del MiBACT, con il contributo della Regione Calabria e Fondazione Calabria Film Commission, in associazione con Asmara Films

Distribuzione: Adler Entertainment

NOTE DI REGIA

L’idea del film nasce dalla voglia di raccontare un conflitto generazionale giocato sul terreno della colpa e delle responsabilità di un padre incapace di prendersele e di una figlia che per questo si sente smarrita, priva di punti di riferimento. All’improvviso la protagonista vede qualcosa che non va in quell’uomo che le sembrava perfetto.

Sono partito dal saggio di Massimo Recalcati, “Il complesso di Telemaco”, nel quale l’autore affronta l’assenza e la scomparsa della figura del padre. Telemaco infatti lo attende per poter ristabilire in casa quella che Recalcati chiama “la legge della parola”, la capacità di svolgere una funzione educativa verso i propri figli. L’arrivo di un padre maturo e pronto all’ascolto è un bisogno fondamentale per le generazioni dei figli di ogni tempo. Sin dai primi momenti nella fase di scrittura ho sentito l’opportunità di fare un film sincero e universale che potesse arrivare al cuore dello spettatore, raccontando una storia che oscillasse tra film di genere e romanzo di formazione, in una Calabria insolita e personale.

Il conflitto e la relazione tra Luigi e Regina, uniti da un rapporto simbiotico prima dell’evento tragico, è l’aspetto che mi preme raccontare. Giorno dopo giorno, Regina si troverà a compiere un viaggio negli inferi del proprio io, per intravedere soltanto alla fine una piccola luce da seguire. Una luce dalla quale poter ripartire. Mai come oggi sento il bisogno di raccontare una figura come quella di Regina, capace di essere un simbolo forte ma al contempo fragile, positivo e giusto, con la voglia di salvare suo padre e salvarsi. Salvarsi dai mostri che popolano il proprio io, perché non c’è peggior nemico di noi stessi. E non è un caso che un insegnamento così saggio arrivi proprio da una giovane. Staccarsi dal padre, ma senza lasciarlo dietro, aiutandolo ad essere un uomo. Un uomo migliore.

ALESSANDRO GRANDE – regista

Alessandro Grande nasce a Catanzaro nel 1983, è un regista e sceneggiatore cinematografico. Dottore Magistrale in Storia, Scienze e Tecniche dello Spettacolo, presso l’Università di Tor Vergata con votazione 110/110 e menzione di lode. Docente stage biennio 2015/16 e 2019/2020 in regia e sceneggiatura cinematografica per gli stage FEDIC (Federazione italiana Cineclub) con la partecipazione del Mibact e docente di Regia e Storia del Cinema presso l’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro.

Molto attivo nel campo del cortometraggio, sia come produttore che come regista e sceneggiatore.  Ha vinto il Premio David di Donatello con il cortometraggio dal titolo “Bismillah”, è entrato nella cinquina finalista dei 69° Nastri d’argento con “Margerita”, ha vinto il Premio Amnesty International con “In my Prison”.

Ha raggiunto la notorietà nel circuito dei cortometraggi nel 2010 con “In my prison”, presentato come unico lavoro breve al Roma Fiction Fest (2010) e ottenendo in seguito oltre 100 selezioni ufficiali in tutto il Mondo e oltre 40 riconoscimenti, tra i più importanti: il Premio Amnesty International, Premio L’Anello Debole, Premio del Pubblico Corto Tokyo (Giappone). Ha rappresentato inoltre l’Italia nei maggiori festival internazionali: Jordan Film Fest (Giordania), Detmold International short Film Fest (Germania), Budapest Film Fest (Ungheria), 24fps Film Festival (Texas), La boca del Lobo (Spagna), Thess Short Film Fest (Grecia), The Eko Film Fest (Malesia).

Il 22 dicembre 2012, per il trentennale dell’associazione Calabresi nel Mondo, gli viene conferito il Premio Calabria Mondo, in riconoscimento degli alti meriti conseguiti con la sua attività cinematografica che tiene alto il prestigio dei Calabresi nel Mondo.

Nel 2013 presenta “Margerita” al 43° Giffoni Film Festival. Nel cast del nuovo lavoro che affronta la delicata questione dell’integrazione, Moni Ovadia, Francesca Valtorta e un gruppo di rom non professionisti. Ha ottenuto 82 premi, tra i quali: Premio Miglior Film all’11° Ischia International Film Festival, Premio Miglior Regia all’8° Cyprus International Film Festival, Premio Miglior Post-Produzione al 18° Canberra Short Film Festval, e le selezioni ufficiali nei maggiori festival del Mondo: New York, Budapest, Marbella, Pakistan, Mumbai, Tolosa, Montreal, Isle of Wight, Ohio, Corinthia, Seul, fino a rientrare nei primi sei classificati con la Nomination Miglior film al Twain HarteCalifornia.

Alessandro Grande per i traguardi ottenuti, partecipa alla rassegna “Cinemi e Cinema 2013”, realizzata in collaborazione con la 50^ edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Pesaro. “Margerita” è stato distribuito dalla società tedesca Interfilm Berlino, è rientrato nella cinquina finalista alla 69^ edizione dei Nastri D’argento, è diventato un corto F.I.C.E., distribuito in 450 sale cinematografiche d’essai ed è stato in programmazione sulla rete televisiva Diva Universal.

Dal 2014 al 2018 ha lavorato in qualità di autore televisivo alla realizzazione di diversi programmi per le reti nazionali Rai e Mediaset. Nel 2017, realizza il cortometraggio dal titolo “Bismillah”, vincitore del Premio David di Donatello 2018, finalista ai Nastri d’Argento e selezionato al prestigioso Toronto International Film Festival – Kids e al Busan International Short Film Festival in Corea del Sud (entrambi Oscar Qualify). Bismillah, vince anche l’Italian Film Festival di Seoul (South Korea), il Festival Cinema Italiano de Madrid, il Kazan International Film Festival, il premio Amnesty al Giffoni International Film Festival. Il corto ha rappresentato l’Accademia del Cinema Italiano nella corsa agli Oscar 2019 nella categoria Best Short Live Action.

Nel 2020 realizza il suo primo lungometraggio dal titolo “Regina” con Francesco Montanari e Ginevra Francesconi. Il film, prodotto da Bianca e Rai Cinema, sarà presentato in anteprima mondiale al 38° Torino Film Festival, in concorso nella sezione ufficiale.

FILOGRAFIA

  • Torno subito (2007) – cortometraggio
  • Indifesi (2009) – cortometraggio
  • In my prison (2010) – cortometraggio
  • Margerita (2013) – cortometraggio
  • Bismillah (2018) – cortometraggio
  • Regina (2020) – lungometraggio

GINEVRA FRANCESCONI

Ginevra Francesconi nasce a Sora nel 2003. Si avvicina alla recitazione per la prima volta all’età di otto anni, seguendo un corso teatrale. Amante dell’arte, ad undici anni inizia a prendere lezioni di violoncello e prosegue la sua formazione artistica frequentando una scuola di recitazione cinematografica.

Le sue prime esperienze sui set, iniziano con le serie televisive Rai “Che Dio ci aiuti 4” e “Don Matteo 11”, nelle quali è protagonista di puntata. Segue la seconda e terza stagione della serie Disney “Sara & Marti #laNostraStoria” in cui è tra i personaggi principali.

Nel 2018 gira come coprotagonista il film “Famosa”, per la regia di Alessandra Mortelliti, presentato alla Festa del Cinema di Roma nella sezione “Alice nella città 2019” e uscito nelle sale l’anno successivo. Nell’agosto 2019 esce nelle sale cinematografiche con il film Horror “The Nest (il nido)”, recitando accanto a Francesca Cavallin e Maurizio Lombardi, per la regia di Roberto De Feo.

Nello stesso anno inizia le riprese del film “Regina” del regista Alessandro Grande che la vede al fianco di Francesco Montanari per la prima volta nel ruolo di protagonista. Attualmente, oltre a coltivare la passione per la musica frequentando corsi di chitarra e canto, ha terminato le riprese di una serie tv che andrà in onda nel 2021.

FRANCESCO MONTANARI

Diplomato all’ Accademia Nazionale di Arte Drammatica Silvio D’Amico, intraprende inizialmente la carriera di attore teatrale partecipando a numerosi spettacoli diretto da registi del calibro di Sergio Rubini, Giorgio Albertazzi e Michele Placido.

Dal 2008 al 2010 è protagonista, nei panni del “Libanese” della fortunata serie tratta dall’omonimo film “Romanzo Criminale”, ruolo che lo farà conoscere al grande pubblico. In seguito, otterrà successo anche nelle sale cinematografiche, recitando in numerosi film come Oggi Sposi, di Luca Lucini, “Sotto il Vestito Niente- L’ultima Sfilata” di Carlo Vanzina (2011), “Come non Detto” di Ivan Silvestrini (2012), “La Settima Onda”, di Massimo Bonetti (2015), “Ovunque tu sarai” (2017), “Un Natale stupefacente”, regia di Volfango De Biasi (2014), “Le verità”, regia di Giuseppe Nuzzo (2017), “Sole cuore amore”, regia di Daniele Vicari (2017), “Dolceroma”, regia di Fabio Resinaro (2019). Parallelamente ad una ricca e intensa attività teatrale, continua la sua carriera sul piccolo schermo con la partecipazione a numerose serie tv di successo tra cui: “Squadra Antimafia 5” nel 2013, “Questo è il mio paese”, di Michele Soavi nel 2015, “Boris Giuliano- un poliziotto a Palermo” nel 2016. Nel 2018 è il protagonista della serie Il cacciatore, trasmessa su Rai 2 e tratta dal romanzo autobiografico Cacciatore di mafiosi del magistrato Alfonso Sabella, nel ruolo del PM Saverio Barone (personaggio ispirato a Sabella), membro del pool antimafia di Palermo, impegnato nella ricerca di latitanti mafiosi nella Sicilia degli anni a cavallo tra il 1993 e il 1996. Questa interpretazione vale a Montanari il premio come miglior interprete maschile all’edizione 2018 del Cannes International Series Festival.

Sempre nel 2018/2019 entra nel cast della famosa serie I Medici nel ruolo centrale del Savonarola, gira il film La Volta Buona di Vincenzo Marra, oltre alla seconda serie de Il Cacciatore.

Oltre al riconoscimento di Cannes, le sue brillanti interpretazioni gli hanno fatto guadagnare numerosi premi, tra i più importanti: il Nastro D’Argento come Miglior Attore per il cortometraggio “Mala Vita”; il premio Guglielmo Biraghi alla Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia come attore emergente nel 2011; il Premio Vincenzo Crocitti nel 2018 come “Attore in carriera” e ancora il Premio per la migliore interpretazione maschile per “Il Cacciatore” al Premio Flaiano 2018. Nel 2019 Montanari registra anche due audiolibri per Emons Edizioni “Una vita violenta” di Pasolini e “Complotto contro l’America” di Philip Roth. Sempre nel 2019, al cinema Francesco Montanari è sul set di diversi film tra cui “Il Venditore di Donne” di Fabio Resinaro, ispirato all’omonimo libro di Giorgio Faletti e “Regina” di Alessandro Grande, di cui è coprotagonista. Il 7 dicembre del 2019 va in onda su Rai1 la diretta della Prima della Scala per la quale Montanari registra dei contributi sulla storia della Tosca mettendo così a frutto la sua passione per la lirica. Nel 2020 va in onda la seconda stagione de “Il Cacciatore” in prima serata su Rai2. A teatro si prepara la mise en scène de “Il Giocattolaio” pièce di Gardner Mc Kay in cui Montanari è accanto alla moglie, Andrea Delogu, in un noir diretto da Enrico Zaccheo.  Durante il lockdown del 2020, Montanari dà vita ad un progetto di podcast su Spotify dal titolo “Dedicato ai cattivi”, per la regia di Leonardo Carioti, rilettura inedita dei grandi classici, subito in classifica tra i podcast più ascoltati.

 

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