Convertire a nuova vita

Arte
Maria Anastasia Colombo Convertire a nuova vita

Maria Anastasia Colombo

Convertire a nuova vita è l’intento che sei artiste dimostrano con le loro opere, riutilizzando oggetti o parti di questi per sensibilizzare e argomentare sui temi attuali.

La mostra dal titolo Convertere, alla sua undicesima edizione, che è allestita a Milano all’Antico Oratorio della Passione di S. Ambrogio – Piazza S. Ambrogio 23/A – fino al 9 maggio, rivolge ai visitatori un messaggio: “Mezzo minuto di raccoglimento”. L’intrinseco significato è questo: <<E’ accaduto che un virus imponesse a tutta l’umanità una rivoluzione, tuttora in corso, per volgere, rivolgere, mutare, trasformare, far cambiare, destinare ad un uso diverso quanto ci offrono la Natura e la Cultura. Non è giunto ormai il tempo di convincersi che è necessario “convertire” i sentimenti, le opinioni, l’ideologia, lo stile di vita e tutto ciò che non è più compatibile per la nostra sopravvivenza?>> Le sei artiste sono consapevoli che il nostro pianeta, avviluppato da molte reti reali e virtuali, con le sue sempre più limitate risorse rischia di andare oltre il punto di non ritorno.

Le artiste partecipanti alla rassegna sono: Monica “Moma” Mastellone, Claudia Botta, Letitia Autrand, Marilù Manzini, Maria Anastasia Colombo, Paola Pietrogrande.

Marilù Manzini

Marilù Manzini

Monica “Moma” Mastellone, crea opere di tecnica mista e spiega: << I miei lavori nascono da una immagine mentale, ispirata da un’idea, una riflessione, un evento. Le forme prendono magicamente significato, come prodotto di una meditazione.>>

Marilù Manzini, scrittrice, scultrice, pittrice, fotografa e regista, propone un’opera ispirata alla “fame”, tradotta però in tante banconote da 50 euro. Fame di denaro o denaro che non sfama?

Claudia Botta

Claudia Botta

Claudia Botta, figlia di un pittore e nipote di uno scultore, fin da bambina si appassiona all’arte e ai suoi diversi linguaggi espressivi. Afferma: <<Il nostro pianeta è maltrattato, sporco, i bambini di Haiti mangiano biscotti di fango. Ho realizzato oggetti poveri, nature morte e cibi fatti di fango, plastica e ruggine.>>

Maria Anastasia Colombo è figlia di Giuseppe, pittore e scultore. Collabora all’ideazione, esecuzione e realizzazione di scenografie e costumi per compagnie teatrali e cortei storici. Nelle sue opere il nastro è protagonista per “convertire” a nuova vita oggetti d’uso. Una scatola di cioccolatini, una gabbietta, una palla di Natale, dei cerchioni da tamburo: li rigenera rappresentandoli sotto nuova veste.

Laetitia Autrand, originaria di Tolone, da anni vive e lavora in Italia. Racconta il minacciato mondo delle api, attraverso un trittico in un ordine consequenziale. Nel primo quadro l’insetto ricava il nettare dai fiori. Il secondo è dedicato all’arnia, dove le api operaie curano le ninfe e producono il miele. Il terzo svolge una rappresentazione astratta del miele. Gli antichi greci consideravano il miele “cibo degli dei”, componente importantissima nei riti delle offerte votive. Pitagora lo raccomandava come alimento per una vita lunga.

Paola Pietrogrande, nata a Venezia, è figlia dello scultore Benedetto Pietrogrande, noto per le sculture della Vergine Maria, molte collocate in spazi urbani e in edifici religiosi in Italia e all’estero. Paola si esprime con il collage, compone pezzi di vissuto, spicchi di colore, per rappresentare emozioni e custodire porzioni di realtà che vuole far rivivere in nuove forme raffinate e poetiche. La sua è una riconversione industriale, con un’attitudine giocosa e fantasiosa. << Non sono portata per proteste e denunce – afferma – preferisco abbellire, placare, coprire con pietà ciò che mi inquieta o disturba moralmente ed esteticamente.>>

Mostra Convertere – Mezzo Minuto di Raccoglimento – XI Edizione

Antiquum Oratorium Passionis, Basilica di S. Ambrogio – Milano – Piazza S. Ambrogio 23/A

Ingresso libero – Dal 29 aprile al 9 maggio 2021 – dalle ore 15.00 alle ore 19.00

 

Judith Maffeis Sala

 

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