Banca IFIS, BIP, Bosch, Michelin, Sisal ottengono la Certificazione di Winning Women Institute

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Certificazione di Winning Women Institute

Un 2022 all’insegna della parità di genere quello che si prefigura, grazie all’impegno di Winning Women Institute e alle imprese che hanno scelto di fare il percorso di certificazione. Oggi, anche Banca Ifis, Bip, Bosch, Michelin Italiana e Sisal entrano tra le aziende certificate portando a diciannove le realtà che hanno ottenuto la Gender Equality Certification di Winning Women Institute

La parità di genere è sempre di più al centro di dibattiti istituzionali e all’attenzione di aziende che intendono valorizzare il potenziale delle donne riconoscendo la diversità come qualità in un’ottica non solo sociale ma anche nello sviluppo del business.

Certificazione di Winning Women Institute

Certificazione di Winning Women Institute

La Legge Gribaudo sulla Certificazione delle Pari Opportunità, recentemente approvata dalle Camere, segnerà un cambio di passo su un tema sul quale in Italia la strada da percorrere è ancora lunga. Infatti, come conferma il rapporto sull’indice di uguaglianza di genere 2021 diffuso da European Institute for Gender Equality (EIGE), in un contesto dove l’Europa cresce solo dello 0,6% sull’anno precedente, l’Italia si posiziona al 14mo posto (63,3 punti su 100), inferiore di 4,4 punti rispetto alla media UE. Mentre dai dati di EWOB, l’associazione European Women on Boards, la leadership femminile nel nostro Paese è ben lontana dall’essere bilanciata, con solo il 17% di donne nei livelli esecutivi, contro il più virtuoso 32% della Norvegia e il 24% della Gran Bretagna, e con il 3% di donne in posizione di CEO, percentuale scesa di un punto rispetto al 2021, il che ci posiziona in fondo alla classifica insieme con Germania (3%) e Svizzera (2%).

Essere consapevoli della situazione significa adoperarsi perché cambi veramente il modello culturale e si acceleri il percorso per arrivare ad una reale parità di genere.

Certificazione di Winning Women Institute

In questo senso Winning Women Institute apre il 2022, aggiungendo agli importanti nomi che hanno già ottenuto la Gender Equality Certification altre grandi realtà quali Banca Ifis, Bip, Bosch, Michelin Italiana e Sisal, portando a diciannove il numero complessivo delle imprese certificate.

L’aver scelto di certificarsi sottolinea da parte di queste aziende lo sforzo e la determinazione portata avanti negli anni per diffondere una cultura sempre più inclusiva all’interno delle loro realtà nella quale sia valorizzato il merito, il work-life balance, le politiche a sostegno della genitorialità, l’inserimento femminile nel lavoro, l’accesso a ruoli apicali e si riduca, fino ad azzerarlo, il divario retributivo.

Enrico Gambardella, presidente Winning Women Institute

Enrico Gambardella, presidente Winning Women Institute

«Il nostro processo di Certificazione è distintivo ed esclusivo – commenta Enrico Gambardella, presidente di Winning Women Institute. Il percorso si basa su un’analisi oggettiva e da compiere, passo dopo passo, con la nostra consulenza. Ottenere la Certificazione per l’azienda si traduce in benefici effettivi e molteplici come la diffusione di una cultura aziendale più equa e meritocratica e il posizionamento del proprio brand sia da un punto di vista etico sia reputazionale».

La Certificazione di Winning Women Institute è un importante punto di partenza anche in relazione a ciò che chiede la recente approvazione della Legge Gribaudo sulla parità salariale. Le aziende con oltre a 50 dipendenti, infatti, dovranno sottoporsi a una certificazione le cui aree di indagine sono coerenti con quelle di Winning Women Institute, pertanto le imprese che hanno ottenuto il bollino rosa di Winning Women Institute saranno avvantaggiate nel momento in cui dovranno provvedere a quanto contemplato dalla Legge.

Cosa dicono le aziende certificate da Winning Women Institute

Banca Ifis S.p.A., specialty finance quotata alla Borsa di Milano, è la prima banca italiana ad ottenere la Certificazione di Winning Women Institute. Dal 2021 Banca Ifis fa parte del network Valore D.

Frederik Geertman Amministratore Delegato di Banca Ifis dichiara: «Banca Ifis è da sempre attenta ai temi di diversity e inclusion. I nostri numeri, che spiccano rispetto alle medie del settore e che vedono il 54% della popolazione aziendale femminile e il 40% di top manager donna, sono il risultato di un approccio pluriennale ma anche di numerosi progetti orientati a favorire l’equilibrio di genere e una cultura inclusiva, dentro e fuori l’azienda. La Banca promuove network e iniziative di formazione ed empowerment al femminile e sostiene la flessibilità per coniugare le esigenze di lavoro e della famiglia. Su questo fronte, continueremo a investire e a fare concretamente innovazione anche nei prossimi mesi e anni».

BIP – Business Integration Partners S.p.A. è una delle principali società multinazionali di consulenza, segue le aziende nei processi di ricerca e adozione di soluzioni tecnologiche disruptive. Dal 2016 BIP fa parte del network Valore D.

«Ci rende particolarmente orgogliosi essere riconosciuti dal Winning Woman Institute come azienda virtuosa in termini di pari opportunità, – commenta Fausto Fusco, Chief People & Culture Officer di BIP a evidenza del percorso intrapreso dal nostro Gruppo e a testimonianza dei risultati già raggiunti per le nostre persone, non solo per quello che concerne l’equità salariale, ma anche per le opportunità di carriera per tutte le nostre persone, le politiche inclusive e la protezione della genitorialità. Ci stimola senz’altro a continuare in questa direzione, fermamente convinti che un ambiente inclusivo, fondato su consapevolezza delle diversità e su una leadership aperta e moderna generi comportamenti virtuosi che consentono ad ogni persona di esprimere al meglio il proprio potenziale, a beneficio della propria crescita e dell’organizzazione».

Alessia Canfarini, Partner BIP e Responsabile del Centro di Eccellenza Human Capital, aggiunge: «L’obiettivo che ci siamo prefissati attraverso i progetti di D&I, è creare un ambiente inclusivo dove tutte le individualità vengono ascoltate e valorizzate; una vera e propria sfida in un contesto di competenza caratterizzato tradizionalmente da una forza lavoro prevalentemente maschile. Abbiamo avviato un ampio programma di azioni significative e diversificate, utili a sviluppare una cultura organizzativa orientata a valorizzare l’equità di genere nel nostro Gruppo. È un ambito sul quale intendiamo continuare ad impegnarci, soprattutto a fronte del riconoscimento ottenuto, che ha messo in luce le principali tematiche sulle quali abbiamo finora investito e che costituiscono l’elemento cardine della Legge Gribaudo».

Robert Bosch S.p.A. ha fatto della sostenibilità e dell’innovazione i suoi punti di forza con prodotti connessi e intelligenti per la casa, la mobilità e l’industria.

«Bosch è un’azienda multiculturale, da sempre attenta alle tematiche legate all’inclusione. Crediamo fortemente che solo dal confronto fra punti di vista differenti possa nascere la scintilla dell’innovazione e per questo coltiviamo un ambiente in cui ognuno possa sentirsi sé stesso, valorizzato e ispirato per dare il proprio contributo al meglio. La nostra realtà promuove la valorizzazione di ogni tipo di diversità in ogni sua sfaccettatura e declinazione, compresa quella di genere. La tematica dell’inclusione femminile è quanto mai sentita in azienda dove la maggior parte dei collaboratori proviene da studi tecnici e in entrata le numeriche femminili sono ridotte rispetto a quelle maschili. Su questo particolare fronte si sono concentrati i nostri sforzi recenti nell’ambito delle politiche di inclusione. Abbiamo scelto di far coincidere il percorso di valorizzazione, promozione del talento e supporto alle risorse femminili, già in atto in azienda, con il percorso di certificazione di Gender Equalilty di Winning Women Institute affinché il progetto guadagnasse ampiezza, sistematizzazione e misurabilità. Gli indicatori richiesti dal precorso di certificazione hanno rappresentato una bussola chiara per misurare la bontà delle nostre iniziative e, ora che abbiamo la consapevolezza di avere intrapreso un cammino virtuoso, ci guideranno anche in futuro dichiara Roberto Zecchino, Deputy General Manager & Vice President Human Resources and Organization Bosch South Europe».

Michelin Italiana S.p.A., filiale del noto gruppo multinazionale, marchio leader nel settore della produzione e vendita di pneumatici, presente nel nostro Paese da più di 110 anni.

«Il rispetto delle persone e il rispetto dei fatti sono due valori cardine di Michelin Italiana. Nel corso degli anni abbiamo portato avanti con impegno molte azioni per progredire sulla parità di genere e avevamo la convinzione di essere sulla buona strada, ma, vista la sensibilità del tema, volevamo dare fattualità ai risultati raggiunti, facendo riferimento non alle nostre opinioni, ma ai riscontri di un ente terzo a cui affidare l’analisi della nostra situazione secondo una metodologia definita – commenta l’ing. Simone Miatton, Presidente e Amministratore delegato di Michelin Italiana –. L’ottenimento della Certificazione di Winning Women Institute ci dà grande soddisfazione ed è il coronamento del programma che abbiamo annunciato ai nostri dipendenti nel 2019, “Uniti per fare la differenza”, nato per dare un rinnovato impulso alle azioni sulla diversità e l’inclusione. E’ anche un bel riconoscimento per tutte le donne e gli uomini della nostra azienda, che si sono impegnati a fondo, con grande abnegazione e spirito valoriale, e che ringrazio per questo, permettendoci di arrivare a questo risultato. Nel percorso verso la Certificazione abbiamo individuato anche delle aree di miglioramento e abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con esempi di buone pratiche di altre aziende che potremo fare nostre. Il progresso non ha fine e, quindi, siamo già impegnati a identificare e mettere in opera le azioni che ci permettano di fare ancora meglio, non solo per soddisfare i requisiti della Legge Gribaudo, ma per rendere il nostro ambiente di lavoro sempre più attraente per i dipendenti di oggi e di domani».

Sisal S.p.A. è uno dei principali operatori internazionali nel settore del gioco regolamentato, attiva in Italia, Marocco, Spagna e Turchia. La strategia poggia su tre pilastri: sostenibilità, innovazione digitale e internazionalizzazione.

«Zero gender pay gap entro il 2030 è un obiettivo strategico di Sisal e, per questo, il tema della gender equality è al centro del nostro piano aziendale di crescita – spiega Ruggero Dadamo, Chief People Officer di Sisal –. L’assessment previsto dal percorso di Certificazione Winning Women Institute ci ha consentito di acquisire consapevolezza sulle molte dimensioni che concorrono al vero azzeramento del gender pay gap. Identificare i divari da colmare ci ha portato a prendere decisioni sulla priorità delle azioni da mettere in campo per migliorare nel tempo. La certificazione WWI restituisce una fotografia significativa dell’organizzazione sul gender balance, ma si configura anche come un passo concreto nel percorso che abbiamo intrapreso ed esplicitato nel nostro Purpose: costruire un futuro più responsabile, insieme a tutta la popolazione di Sisal. Essere sostenibili, oggi, significa anche essere trasparenti con stakeholder e dipendenti e mettere al primo posto le regole per la tutela delle persone e la promozione degli individui, a beneficio di tutta la società. Sisal ha sviluppato il piano di attività in tema di diversity & inclusion ben prima che questo fosse richiesto espressamente dalla Legge Gribaudo con diverse azioni che puntano alla valorizzazione delle persone a al loro benessere, guardando con particolare interesse anche alle nuove generazioni che saranno certamente più attratte dalle aziende che hanno questa visione».

Come si ottiene la Gender Equality Certification di Winning Women Institute

Paola Corna Pellegrini, Presidente del Comitato Scientifico Winning Women Institute e CEO di Allianz Partners

Paola Corna Pellegrini, Presidente del Comitato Scientifico Winning Women Institute e CEO di Allianz Partners

Winning Women Institute propone un distintivo processo di certificazione, messo a punto con l’innovativa metodologia Dynamic Model Gender Rating pensata dal suo Comitato Scientifico presieduto da Paola Corna Pellegrini, CEO di Allianz Partners e composto da altri CEO, HR Director e Professori universitari.

Quattro le aree di indagine del processo e venti (20) i parametri su un set di Key Performance Indicator (KPI), utilizzati per analizzare i punti di forza e i margini di miglioramento dell’organizzazione aziendale in termini di pari opportunità.

Il percorso comincia con la consulenza di Winning Women Institute che, attraverso un assesment, analizza lo status dell’impresa che intende ottenere la Certificazione e come la stessa soddisfi i KPI in base alle quattro aree di indagine – ovvero: l’opportunità di crescita in azienda per le donne, l’equità remunerativa, le politiche per la gestione della gender diversity e inclusion e la protezione della genitorialità.

Da questa analisi si stabilisce se l’azienda possa procedere alla Certificazione o debba mettere in atto misure migliorative.

A precedere la Certificazione, la fase di revisione e validazione dei numeri, delle policy e dei processi esaminati tramite l’analisi di RIA Grant Thorton.

L’ultimo step, sempre con la consulenza del team di Winning Women Institute, è quello del supporto alla comunicazione interna ed esterna dell’azienda che ha ottenuto la Certificazione.

Le aziende attualmente certificate: A&C Broker, Allianz Partners, Amgen, Banca Ifis, Biogen, Bip, BNP Paribas Cardif, Bosch, Carter & Benson, Cameo, Challenge Network, Grenke, Humana, Ipsen, Michelin Italiana, Native, Sisal, Sanofi, Sas.

 

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