REGALI DI NATALE: QUELLO CHE DONI RIVELA CHI SEI (E CHE RELAZIONE VUOI COSTRUIRE)

Dicembre custodisce in sé molte magie, tra cui la capacità di riaccendere rituali, ricordi… ma anche, per alcuni, piccole inquietudini. Tra queste ultime una torna sempre puntuale: la scelta dei regali!
Per alcuni è un piacere, un piccolo tempo sospeso di immaginazione e pensiero dell’altro.
Per altri è un incubo logistico ed emotivo: mancanza di idee, mancanza di tempo, timore di sbagliare. Per molti, il regalo è un rito, quasi inevitabile. Per tutti è anche un piccolo test di relazione.
Tutto questo perché il dono è un messaggio. Non parla solo del destinatario, parla di noi: è un autoritratto involontario, perché i regali di Natale ci ricordano qualcosa di profondo, ovvero chi siamo quando pensiamo agli altri.
Ecco, quindi, il decalogo delle “forme” del donare, una sorta di calendario dell’avvento di tutte le personalità di chi dona… e voi, in quale vi riconoscete di più?
- Chi anticipa tutto
Per lui il Natale è un progetto: i regali sono fatti già ad ottobre, con una mai celata punta di orgoglio, che sfiora il trionfo.
L’organizzazione prende il sopravvento sullo slancio altruistico, il dono è controllo e perfezione.
Per chi appartiene a questa categoria, è il bisogno di “far bene” a parlare, molto prima del bisogno di “star bene” nella scelta di ciò che si vuole donare.
- Chi arriva trafelato alla Vigilia
Il procrastinatore del 23 sera, quello che vedete girare, impazzito, per negozi anche alla vigilia, quasi fosse in una missione di salvataggio da chiudere in poche ore. Pur essendo sempre, sempre in ritardo, riesce miracolosamente a farcela ogni volta. Ama il brivido dell’ultimo minuto… c’è qualcosa di tenero nel suo caos: è un modo per dire “mi dispiace, ma ci tengo a te”, “anche se in ritardo ti ho pensato”.
- Chi regala benessere, spiritualità ed equilibrio.
Candele, oli essenziali, chakra e buone intenzioni.
Chi regala questi oggetti o pensieri di solito è in cerca di una propria evoluzione e per questo desidera portare gli altri un po’ con sé. Il loro dono dice “mi prendo cura di te”, il sottotesto: “vorrei tu respirassi con me”.
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- Chi esagera (per non essere da meno)
Regali importanti, costosi e teatrali…. Sono quelli dell’innamorato/a volte …o di chi vuole dirci “io posso”. Controindicazione: chi riceve rischia di sentirsi in debito. Il dono, invece di avvicinare, finisce in questi casi per creare distanza e imbarazzo.
- Chi ricicla con intelligenza (e chi lo fa con leggerezza)
Il riciclo è un’arte universale: tutti lo fanno, nessuno lo ammette.
E – buona notizia – secondo le ricerche la maggior parte delle persone preferisce la circolarità dei regali al loro cestinamento. Il regifting, non è un tradimento, è una forma di ecologia emotiva. Significa lasciar andare ciò che non parla a noi, perché possa, forse, parlare a qualcun altro.
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- Chi è empatico (quello che indovina sempre tutto)
Colui che vede l’invisibile, che trova il regalo giusto anche per il parente più difficile o per l’amico più complesso da decriptare: è colui/colei che sa ascoltare, notare, intuire.
Il suo dono dice “ti vedo”… e questo, a Natale, è un regalo potentissimo.
- Chi regala per dovere
È il partecipante alle collette. “Metto i soldi e non ci penso più”. Non ama il Natale, ma riesce a evitare il disagio sociale dell’essere a mani vuote. Per lui il dono è dovere, non emozione.
- Chi regala ciò che piace a sé stesso
È il donatore-specchio. Dice: “l’ho preso pensando a te”. Sottintende “è così bello che spero lo amerai come lo amo io”. In realtà sta trasformando lo stress del dono in un piacere personale… una sottile forma di furbizia, va detto!
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- Chi non fa regali (il Grinch affettivo)
Non perché è cattivo, ma perché l’intimità lo spaventa, o perché non sa come mostrare affetto, o perché il Natale lo mette in crisi … eppure il non-regalo resta comunque un messaggio.
Alla fine di questa carrellata emerge una verità tanto semplice quanto eccezionale: il dono più prezioso che possiamo fare a qualcuno è il nostro tempo.
Il tempo che spendiamo per pensare all’altro: cosa ama, cosa detesta e cosa desidera, il tempo dedicato ad immaginarsi il sorriso e scegliere qualcosa che parli della relazione.
Perché un regalo è prima di tutto un tempo da trasformare in un gesto.
Il tempo dedicato a livello psicologico contiene sempre una frase muta “ti ho visto, ti vedo, ti penso”.
È questo che vale più di qualsiasi oggetto, anzi, spesso riesce anche a riscattare gli oggetti.
DECALOGO SUL DONO (DA RICORDARE SEMPRE!!)
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- Il dono è una frase emotiva, non un oggetto
- Regalare, come ricevere, parla di te: entrambi sono specchi
- Non esiste il regalo perfetto, esiste il regalo onesto
- Chi regala “troppo” teme di non bastare
- Chi regala “troppo poco” teme di essere visto davvero
- Ogni dono contiene un desiderio nascosto
- Quando un dono nasce dal dovere, perde il proprio senso più profondo
- Il riciclo è un gesto di sopravvivenza e sostenibilità, non un peccato
- Il vero regalo è l’attenzione, non il pacchetto.
- Il vero dono è accettare l’imperfezione, anche (e soprattutto) a dicembre
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