SESSUALITÀ, IL PROPOSITO DELL’ANNO CHE ATTRAVERSA TUTTE LE ETÀ (E IL DESIDERIO)

Ogni anno nuovo porta con sé la cara e vecchia (ma sempre nuova!) lista di propositi.
Le mode cambiano, noi tentiamo di variare, ma i “main theme” per i nostri propositi restano sempre gli stessi: corpo, nutrimento, mente, spirito e lavoro.
È raro, però, che nei pensieri dedicati al corpo ci siano propositi sulla sessualità.
Come mai? Sembra strano, visto che rappresenta una delle dimensioni più profonde del nostro benessere, riguardando corpo, emozioni, relazione con l’altro e con noi stessi.
La sessualità è un’energia vitale, ci accompagna dalla nascita e nel tempo cambia forma, ritmo e linguaggio. Non si tratta di qualcosa che “si ha” o “non si ha”, e non coincide con il solo atto sessuale. È la capacità di sentire, entrare in contatto, provare e offrire piacere, vicinanza e intimità.
Nelle diverse fasi della vita assume forma e priorità differenti, potendo essere scoperta, passione che travolge, ricerca di conferma, complicità, memoria del corpo, desiderio che accelera o rallenta ma non scompare mai davvero.
La sessualità, l’erotismo, sono risorse vive, preziose, da curare con ingredienti essenziali come la curiosità, il tempo giusto e dedicato, la reciprocità, il rispetto. Confinarla o ridurla alla performance o alla sola genitalità significa impoverirla.
Questo vale a vent’anni, quando il corpo cambia velocemente ed il desiderio di sperimentare scalpita, come a quaranta, quando il lavoro, le relazioni e la famiglia ridisegnano le priorità, e oltre, quando il corpo racconta una storia lunga e diventa centrale il bisogno di sentirsi ancora scelti, visti, toccati, anche solo emotivamente.
Forse il vero proposito per questo 2026 appena iniziato è riconoscere la sessualità per ciò che è: una parte integrante della nostra salute psicologica e relazionale, a cui restituire attenzione, spazio e valore.
DECALOGO: 10 ATTENZIONI PER LA SESSUALITÀ DEL NUOVO ANNO
- Ascolta il corpo, non giudicarlo!
Il corpo che abiti è lo strumento attraverso cui percepire, vibrare e rispondere agli stimoli proprie e altrui. Quando giudichi, il piacere si ritrae; quando lo ascolti, diventa una risorsa preziosa che ti permette di esserci davvero, nella danza del piacere con l’altro.
- Ricorda che il desiderio non è sempre uguale a sé stesso.
Il desiderio, infatti, vive di fasi, ritmi e intensità che cambiano. Accoglierle è essenziale, ignorarle o rinunciarvi costantemente può indebolire la capacità di desiderare. Curare il desiderio significa mantenerlo vivo.
- Dai valore ai preliminari e al tempo di intimità
Il piacere non coincide solo con l’atto “penetrativo” perché spesso nasce prima, nella qualità del contatto. Seduzione, trepida attesa, gestualità amplificano il sentire e la connessione erotica.
- Nomina i tuoi desideri senza paura.
Anche quando l’imbarazzo o la paura di essere criticata tendono a trattenerci, dire ciò che si desidera è un atto di presenza, autenticità e autoaffermazione. Il piacere cresce nel dialogo, non nel non detto.
- Coltiva l’intimità emotiva allo stesso modo di quella fisica.
Sentirsi visti, accolti e ascoltati rende ogni incontro più profondo, crea complicità e partecipazione.
- Parla di sessualità con meno vergogna e più curiosità
La curiosità di mettersi in gioco, di sperimentare è un motore potente, apre alla possibilità. La vergogna, invece, irrigidisce, isola e allontana dal piacere.
- Evita i confronti con modelli ideali o irrealistici
Ogni corpo e ogni relazione hanno un linguaggio unico e irrepetibile, inseguire ideali di perfezione trasforma il piacere in performance e ne spegne la vitalità condivisa.
- Proteggi gli spazi di vicinanza nella quotidianità.
Gestualità gentile, sguardi, carezze o piccoli segnali di attenzione costante non sono meri dettagli, ma gesti di manutenzione affettiva, il carburante che mantiene vivo il legame, costruendo intimità e fiducia giorno per giorno.
- Concediti il diritto di dire sì, e soprattutto quello di dire no.
Il consenso ed il rispetto di sé sono fondamentali e devono prevalere sempre.
- Ricorda che la sessualità è parte della salute, non un optional.
Prendersene cura significa prendersi cura del proprio stare bene complessivo.
La sessualità richiede abbandono, giocosità, partecipazione, ma anche ironia e leggerezza.
È uno spazio vivo, da attraversare senza rigidità o pretese di perfezione.
Quando però si blocca o diventa fonte di disagio, è un segnale da non ignorare: chiedere aiuto ad uno specialista permette di intervenire prima che le difficoltà si cronicizzino.
Prendersi cura della propria sessualità è, a tutti gli effetti, un atto di responsabilità verso il proprio benessere emotivo e relazionale.
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