Melanoma

Trattamento del melanoma

Specifiche mutazioni genetiche, causa di malattie oncologiche tra cui il melanoma, si manifestano spesso durante la fase più attiva e produttiva della vita delle persone. Alle nuove frontiere della ricerca, un ulteriore “tassello” si aggiunge alla conoscenza scientifica nello scenario di questa temibile neoplasia.  

Dal recente Congresso dell’European Society of Medical Oncology (ESMO) 2017 – svoltosi a Madrid – importanti risultati per tutti i pazienti con melanoma positivo alla mutazione BRAF-V600. Sono stati, infatti,  illustrati i dati dello studio di fase III, BRIM8, disegnato per esaminare l’efficacia e la sicurezza della terapia personalizzata con vemurafenib, nel trattamento adiuvante (dopo intervento chirurgico) dei pazienti con melanoma positivo per la mutazione resecato in toto (ovvero completamente eliminato dall’intervento operatorio).

Anche se i risultati ottenuti nei pazienti con melanoma in stadio IIIC non sono stati quelli sperati, la riduzione del rischio di recidiva ottenuta nei soggetti con malattia in stadio IIC-IIIB è incoraggiante e suggerisce che vemurafenib potrebbe svolgere un ruolo importante in un contesto precoce di malattia”, ha dichiarato Sandra Horning, MD, Chief Medical Officer e Head of Global Product Development di Roche. “Al momento stiamo valutando in modo approfondito i dati integrali dello studio e abbiamo in programma di discuterli con le autorità sanitarie internazionali”.

Va ricordato che il melanoma è meno comune, ma più aggressivo e letale rispetto ad altre forme tumorali maligne della pelle. Circa la metà dei melanomi presenta una mutazione del gene BRAF. Ad oggi, ogni anno il melanoma viene diagnosticato a oltre 232.000 persone in tutto il mondo. Negli ultimi anni sono stati compiuti progressi significativi nel trattamento del melanoma metastatico e i pazienti dispongono di maggiori opzioni terapeutiche. Questa malattia continua, tuttavia, a rappresentare un grave problema di salute che richiede delle risposte alle urgenti esigenze dei medici non ancora soddisfatte, soprattutto se si considera l’incidenza che negli ultimi trent’anni ha avuto una costante crescita.

Roche (www.roche.com) è un gruppo internazionale pioniere nella farmaceutica e nella diagnostica ed è la più grande azienda biotech al mondo con un portafoglio estremamente diversificato in oncologia, immunologia, malattie infettive e sistema nervoso centrale.

Roche è inoltre leader mondiale nella diagnostica in vitro, nella diagnostica oncologica sui tessuti ed è all’avanguardia nella gestione del diabete. L’unione degli elementi di forza della farmaceutica e della diagnostica all’interno della stessa organizzazione ha portato Roche a essere leader nella medicina personalizzata, una strategia che mira a fornire il trattamento più appropriato per lo specifico paziente nel miglior modo possibile.

Fondata nel 1896, Roche continua a ricercare le migliori soluzioni per prevenire, diagnosticare e trattare le malattie e dare un contributo sostenibile alla società.

 

Stefania Bortolotti

 

Condividi