Neoclassico e Romantico. Pompeo Marchesi e la sua collezione

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Neoclassico e Romantico. Pompeo Marchesi e la sua collezione è il titolo della mostra che si terrà al GAM – Galleria di Arte Moderna di Milano dal 1° marzo al 18 giugno 2023.

Con questa mostra è possibile conoscere la storia delle raccolte di uno dei più affascinanti musei della città di Milano e ammirare i capolavori di età neoclassica e romantica che la Galleria conserva.

Neoclassico e Romantico, Pompeo Marchesi

Neoclassico e Romantico. Pompeo Marchesi

In occasione del bicentenario della morte di Antonio Canova celebratosi nel 2022, la mostra Neoclassico e Romantico Pompeo Marchesi trae spunto dal prezioso modello in gesso della Ebe, giunto a Milano per interessamento del presidente dell’Accademia di Brera Giuseppe Bossi, per ricostruire la ricchissima raccolta dello scultore che, entrato in possesso dell’opera del maestro di Possagno, ne fece dono al Comune di Milano assieme al resto della propria collezione.

Neoclassico e Romantico. Pompeo Marchesi

Il legato Marchesi-Fogliani (nome dell’avvocato che svolse il ruolo di esecutore testamentario dello scultore) del 1861-1862 è da ritenersi a tutti gli effetti l’atto fondativo della raccolta civica di opere dell’Ottocento che, dapprima esposta – nel 1878 – nel Salone dei Giardini Pubblici col nome di Museo Artistico Municipale, trovò posto nel 1903 nelle sale del Castello Sforzesco per essere infine trasferita nel 1921 nella Villa Reale già Villa Belgiojoso di Milano.

Neoclassico e Romantico. Pompeo Marchesi e la sua collezione

Nel percorso espositivo della Galleria Arte Moderna, che va dall’età napoleonica alla Restaurazione, dal Neoclassicismo al Romanticismo, vengono mese a confronto le sculture di Pompeo Marchesi con le opere abitualmente conservate nei depositi, nonché con gli importanti prestiti da collezioni pubbliche e private.

Neoclassico e Romantico. Pompeo Marchesi e la sua collezione

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Pompeo Marchesi (Saltrio,7 agosto 1783 – Milano, 6 febbraio 1858) è stato uno scultore italiano, considerato fra i massimi esponenti del neoclassicismo lombardo.

Artista di successo ed estremamente prolifico, visse e operò a cavallo di due periodi storici radicalmente diversi: quello rivoluzionario del periodo napoleonico concluso nel 1814 e quello della restaurazione austriaca, fortemente contrastata dai moti d’indipendenza culminati con la creazione del Regno d’Italia.

Neoclassico e Romantico, Pompeo Marchesi

Figlio di Carlo Gerolamo, marmoraro presso il Duomo di Milano, e di Cattarina Tamborini, seguì in giovanissima età il padre a Milano e studiò all’Accademia di Belle Arti di Brera con lo scultore Giuseppe Franchi. Dopo una prima formazione, alla fine del 1804, Marchesi vinse la prima borsa di studio offerta dall’Istituzione Braidense riformata dal segretario G. Bossi e poté perfezionarsi sotto la guida di A. Canova.

Neoclassico e Romantico. Pompeo Marchesi e la sua collezione

Pompeo Marchesi: autoritratto

Pompeo Marchesi immortalò nel marmo i più celebri protagonisti della musica e del teatro: il busto di Giovanni Perego (Milano, Museo Teatrale alla Scala), il busto del tenore Giovanni Battista Rubini (1838, Bergamo, Biblioteca A. Mai), il monumento a Maria Malibran, diva rossiniana, per il ridotto scaligero.

A Roma realizzò il bassorilievo in gesso Socrate che esorta Alcibiade ad uscire da una casa di cortigiane (1807) e l’erma in marmo di Leonardo da Vinci (1808), entrambi a Milano alla GAM. Studiò a Roma e tornò a Milano nel 1810 iniziando una lunga attività per il cantiere del Duomo, diretto dall’Architetto C. Amati.

Realizzò statue per la facciata del Duomo, per la Porta Orientale. Le statue di S.Filippo, S. Ezechiele e il compimento del S. Tommaso (iniziato da B.Ribossi). Produsse circa cinquanta sculture, fra cui il grande S.Ambrogio della controfacciata nel 1832, S. Canuto Re e S. Caterina da Siena nel 1858.

Eseguì bassorilievi per l’Arco della Pace a Milano e per la città di Como la statua di A. Volta.

In quel periodo Marchesi eseguì il monumento a Goethe (1837-40), Francoforte, Stadtbibliothek).

Due monumenti di Francesco I in bronzo, di Graz (1835-41) e di Vienna (1838-46). Nominato Imperial Regio Statuario di Corte nel 1838, grazie agli uffici di F. von Hartig, governatore della Lombardia, Marchesi ottenne dall’Imperatore Ferdinando I l’incarico del monumento per la Hofburg di Vienna, dove il sovrano defunto è circondato da figure allegoriche, fra cui Religione e Giustizia, i Regni Naturali, le Scienze, l’Arte e l’Industria.

Eseguì anche il monumento a Carlo Emanuele III (1837, Novara, piazza Puccini) e l’Emanuele Filiberto alla battaglia di San Quintino (1842, Torino, Duomo).

Pompeo Marchesi fu da esempio ad altri artisti che si impegnarono a creare le collezioni artistiche civiche di Milano.

 

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