Ercole Pignatelli Memento Amare Semper mostra performance dedicata a Guernica

Ercole Pignatelli Memento Amare Semper è la mostra-performance che l’artista Ercole Pignatelli (Lecce, 1935) dedica all’opera simbolo di Pablo Picasso, Guernica.

Promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale con il supporto organizzativo di Marsilio Arte, è ospitata dal 4 al 16 maggio 2024, nella storica Sala delle Cariatidi.

La grande tela di Guernica, dipinta da Picasso dopo il bombardamento della città di Guernica il 26 aprile 1937, fu realizzata in soli due mesi sull’onda della commozione per la strage compiuta nella città basca durante la guerra civile spagnola, per essere poi esposta nel Padiglione spagnolo dell’Esposizione Universale di Parigi del ’37 e successivamente conservata al MoMA di New York dal 1939. Nel 1953, per volontà di Picasso stesso, venne eccezionalmente esposta a Palazzo Reale nella Sala delle Cariatidi ancora segnata dai bombardamenti.

Dice Ercole Pignatelli: “Nel 1953, quando arrivai a Milano per la prima volta, all’uscita della Sta-zione Centrale restai paralizzato da uno striscione che mi invitava a visitare la prima grande mostra di Picasso a Palazzo Reale. Ho raccontato più volte lo sconvolgimento subito per più di un mese, incollato dalla mattina alla sera davanti alle opere della mia ‘divinità’”.

Per celebrare quel momento che ha segnato non solo un giovanissimo Ercole Pignatelli, ma anche la storia dell’arte italiana e quella di Palazzo Reale come sede espositiva, l’artista oggi reinterpreta Guernica in chiave performativa dipingendo nell’arco di dodici giorni, con la sua ormai celebre pittura gestuale, una tela della stessa dimensione. L’intervento restituirà, a distanza di settant’anni, le emozioni e le riflessioni che il capolavoro suscitò nell’artista allora diciottenne, filtrati attraverso l’esperienza e la mano sapiente dei suoi 89 anni.

“Io appartengo alla razza più istintiva che ci possa essere sulla faccia della terra, che piaccia o no, quella animale: sono istinto e innocenza – racconta l’artista – davanti ad una tela mi avvicino con innocenza e con un poco di anarchia e così farò con la mia performance dedicata a Guernica”.

Con Memento Amare Semper i visitatori potranno partecipare direttamente, come se fossero ammessi nello studio dell’artista, a un evento di azione pittorica, osservando la nascita dell’opera dalla prima all’ultima pennellata. Una pittura-attiva, performativa, che svelerà al pubblico la magia della creazione di una grande tela – tre metri e mezzo di altezza per quasi otto metri di lunghezza, proprio come Guernica – e risveglierà le riflessioni sui temi della guerra e dei suoi orrori.

«Il dipingere è per Ercole Pignatelli – afferma la curatrice Francesca Alfano Miglietti – il simbolo della vita stessa e del cambiamento che si sviluppa con il passare del tempo: una continua evoluzione che trova il suo significato proprio nel tempo della realizzazione dell’opera. Una prova, un esperimento, l’esigenza di un incontro. Uno sguardo che trascina dentro l’opera e in cui il pubblico non è più un osservatore ma un testimone oculare dell’evento. È un capovolgimento totale del rapporto tra l’autore e la sua opera: l’artista realizza una situazione e lascia che l’opera si compia davanti al pubblico. Non ne conosce l’esito».

Memento Amare Semper prosegue nella Sala del Piccolo Lucernario, adiacente alla Sala delle Cariatidi, dove, con l’allestimento di Fabio Novembre realizzato grazie a Natuzzi Italia, la curatrice ha selezionato 15 opere di grandi dimensioni realizzate da Pignatelli dal 1954 ad oggi, che illustrano il percorso dell’artista.

Al termine della performance, mercoledì 16 maggio, l’opera – alta 3,49 metri e lunga 7,70 metri e composta da nove tele verticali – verrà divisa e donata dall’artista alle scuole di 9 municipi milanesi selezionate tra le scuole più multietniche e inclusive del territorio di Milano. Il tema su cui le scuole saranno invitate a riflettere è quello della guerra e della pace, di drammatica attualità.

Picasso disse: «È curioso, aggiunge, ma io non ho mai fatto un disegno infantile. Mai. Neppure quando ero molto piccolo. Mi ricordo uno dei miei primi disegni. Avrò avuto sei anni, forse neanche. In casa di mio padre c’era in corridoio un Ercole con la sua clava. Beh, io mi sono piazzato in corridoio e ho disegnato l’Ercole. Ma non era un disegno infantile. Era un disegno vero, che rappresentava Ercole con la clava» così riporta Héléne Parmelin nel suo libro “Picasso dice…” (Rizzoli, 1979) ed Ercole Pignatelli conclude: «è stata un’epifania, un segno, la conferma che dopo tutti questi anni dovessi essere io a lavorare su Guernica, un omaggio alla sua e alla mia arte».

Ercole Pignatelli nasce a Lecce il 28 aprile 1935. Dal 1953 vive e lavora a Milano. Dai 15 ai 18 anni frequenta l’Istituto d’Arte Giuseppe Pellegrino di Lecce ed è allievo del pittore Luigi Gabrieli e dello scultore Aldo Calò. In seguito, prende lezioni di pittura da Lino Suppressa, che nel 1953 presenterà i suoi lavori al Circolo Cittadino di Lecce. Nello stesso anno arriva a Milano e visita l’esposizione antologica di Picasso a Palazzo Reale, rimanendone folgorato. Si stabilisce nel capoluogo lombardo e frequenta il Bar Jamaica, dove stringe amicizia con Ugo Mulas, Piero Manzoni, Salvatore Quasimodo, Giorgio Kaisserian, Lucio Fontana, Milena Milani, Carlo Cardazzo, suo gallerista. Conosce il poeta e scrittore Raffaele Carrieri. Nel 1954 vince il Premio San Fedele per i giovani, consegnatogli da Carlo Carrà. Da questo momento il suo percorso artistico sarà costellato da importanti riconoscimenti e soddisfazioni in ambito nazionale ed internazionale, tra cui la partecipazione alle Biennali di Venezia del 1978 e del 2011. Nel 2011, invitato dal Presidente Formigoni, dipinge due murales Germinazioni nella sede della Regione di Palazzo Lombardia. Nel 2015, al Palazzo dell’Arte della Triennale di Milano (Sala Impluvium), realizza 130 mq in 24 giorni davanti al pubblico. Nel 2017, la Società Azimut, in Corso Venezia a Milano, organizza una antologica dal titolo Mecenatismo Finanziario. Nel 2020 è stata pubblicata la sua autobiografia Ercole Pignatelli. Metamorphosis, a cura di Fortunato D’Amico. Il Catalogo dell’Arte Moderna n. 57 (Editoriale Giorgio Mondadori, 2022) gli dedica la copertina.

Francesca Alfano Miglietti, curatrice della mostra, dichiara: “Il secondo Novecento italiano è caratterizzato da codici figurativi che, in qualche modo, risentono dei cambiamenti formali delle Avanguardie Artistiche di inizio secolo, e molti tra gli artisti europei hanno trasformato le tensioni del cambiamento facendo propria la rivoluzione delle arti visive, alcuni attraverso l’influsso della lezione metafisica, altri elaborando una pittura d’impegno civile, altri ancora attraverso un’ottica neoespressionista. Dalla fine degli anni Cinquanta, muta definitivamente la concezione dello spazio e della forma, e gli artisti esplorano le potenzialità espressive della materia.

Ercole Pignatelli è un artista visionario e la pittura è per lui un mezzo di aggregazione di più forme, di più concetti, di più materiali. Pignatelli si avvale dell’espressione invasiva del gesto, attraverso il quale la tela diviene ricettacolo di immagini e pensieri, un discorso frastagliato in mille sospensioni. La sua è sempre stata una sperimentazione ad ampio raggio delle tecniche artistiche, infatti l’interesse per l’interazione tra arti e discipline diverse lo ha portato, a muoversi in ambiti poetici. Per Ercole Pignatelli la pittura è lo strumento necessario per esternare le immagini che appartengono ad un universo allusivo al mondo mediterraneo e alla sua cultura, e si danno come l’emissione diretta della serie di incontri che nel corso degli anni ha cercato, determinanti per lui gli incontri con i protagonisti della scena milanese che si muoveva intorno al Bar Jamaica, da Lucio Fontana a Giuseppe Ungaretti.

Per Ercole Pignatelli l’opera nasce dalle tensioni avanguardiste, sottraendosi però al divieto di tecniche come pittura, scultura, disegno, ma usa tutte le tecniche nell’ambito di un sistema estetico che guarda all’origine. Quadri grandi e piccoli, caratterizzano il suo inizio, che prosegue creando un vortice interpretativo, dove visione e leggenda finiscono per prevalere su tutto, nel tentativo di far propria la lezione della grande pittura italiana, composizione, stati-ca, gravità, rivestono per Ercole Pignatelli un ruolo centrale, una pittura fatta di un equilibrio formale che attiene a tutte le forme d’arte e alla vita stessa. Un dialogo serrato tra l’ombra e le luci, una materia che si muove nello spazio, quella di Ercole Pignatelli, e che crea un’immagine dove masse formali divengono elementi della sua narrazione. Orizzonti, corpi, animali, e siccità, buio, masserie, e composizioni e colonne e fiori e frutti… opere affollate di elementi di vita e immagini che sembrano provenire dall’aldilà, forme confermate con una visione della vita che vive, e della vita che muore.

Il dipingere è per Ercole Pignatelli il simbolo della vita stessa e del cambiamento che si sviluppa con il passare del tempo: una continua evoluzione che trova il suo significato proprio nel tempo della realizzazione dell’opera. Una prova, un esperimento, l’esigenza di un incontro. Uno sguardo che trascina dentro l’opera e in cui il pubblico non è più un osservatore ma un testimone oculare dell’evento. È un capovolgimento totale del rapporto tra l’autore e la sua opera: l’artista realizza una situazione e lascia che l’opera si compia davanti al pubblico. Non ne conosce l’esito.

La tela è pensata come una partitura musicale che Ercole Pignatelli sviluppa in più tempi, e in cui ricorrono alcuni elementi iconologici che provengono dalla lezione picassiana. Si va così a costituire una stratificazione di immagini e significati che rende la poetica di Ercole Pignatelli un territorio privilegiato della storia artistica mediterranea, in cui mette in gioco tutta la po-tenza della sua grammatica pittorica, in un corpo a corpo con la potenza iconografica di Guernica contenitore di messaggi e significati che travalicano il gesto formale. Per Pignatelli i simboli rivestono un ruolo fondamentale come una forma intima di racconto, di narrazione, di poesia.”

ERCOLE PIGNATELLI MEMENTO AMARE SEMPER

mostra-performance dedicata a Guernica

A cura di Francesca Alfano Miglietti

Palazzo Reale, Milano

4-16 maggio 2024

Da martedì a domenica ore 10 – 19:30 Giovedì 10 – 22:30

Ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura

Lunedì chiuso

Ingresso libero con accesso dallo scalone dell’Arengario

www.palazzorealemilano.it

@palazzorealemilano

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