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Efficienza energetica nelle case: iniziamo dalle caldaie

Il caldo torrido di questi giorni ha scatenato una vera e propria corsa ad accaparrarsi ventilatori e condizionatori. E c’è anche chi si è dovuto mettere in coda per attendere il proprio turno. Gli installatori, infatti, faticano a soddisfare le tante chiamate di quanti hanno optato per un impianto d’aria condizionata. Come sempre accade, era meglio pensarci prima, “fuori stagione”. Per questo motivo ora è il periodo ideale per pensare a come migliorare l’efficienza energetica di casa propria. A cominciare dalla caldaia, sostituendo quelle di vecchia generazione con una più efficiente caldaia a condensazione. Sì, proprio adesso, anche se pensare al riscaldamento può fare un certo effetto. Tranquillità nell’offerta del servizio e contenimento dei costi: ecco perché il momento è propizio per pensare ad un risparmio energetico ottenendo però una migliore resa.

Del resto, gli italiani di questi tempi non solo stanno più attenti al budget familiare, ma anche all’impatto sull’ambiente, come emerge da una recente indagine condotta dallo Osservatorio Nazionale sullo stile di vita sostenibile, realizzata da LifeGate in collaborazione con Eumetra MR. Si scopre così che i nostri connazionali sono un popolo di ecosostenibili. Ben il 74%, ossia quasi 38 milioni di persone, si dichiara interessato al bene dell’ambiente al punto da modificare le proprie abitudini quotidiane. Come scaldare casa con una tecnologia avanzata, un impianto a gas ma più sostenibile.efficienza energetica

Ne scaturisce un comportamento virtuoso: adottare le tecnologie più avanzate per abbattere le emissioni di anidride carbonica ed evitare sprechi di energia, ovvero per quella che viene chiamata efficienza energetica. Sempre più al centro di progetti di studio e di sviluppo nei centri di ricerca di tutto il mondo. Come le fonti energetiche rinnovabili, e la domotica che trasforma le abitazioni in “case intelligenti”, gestendole con tecnologie elettroniche e informatiche anche da un pc, un tablet e addirittura dallo smartphone. E in questa direzione vanno soprattutto le caldaie a condensazione, un’opzione consapevole che lascia solo l’imbarazzo della scelta.

Questi impianti non sono solo innovativi ma decisamente convenienti, visto che si può sfruttare l’Ecobonus previsto dalla Legge di Stabilità 2018. Si tratta di una detrazione fiscale, tutt’altro che trascurabile, nella dichiarazione dei redditi per la sostituzione della vecchia caldaia: basti pensare che può essere del 50% se se ne installa una a condensazione di classe A. E l’incentivo arriva addirittura al 65 % se si sceglie una caldaia a condensazione, sempre di classe A, ma con contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti. Ovvero valvole termiche da applicare su ciascun termosifone in modo da regolare la temperatura in ogni stanza e pompe di calore integrate. Davvero un bel risparmio. Bisogna poi considerare che c’è anche quello energetico che alleggerisce le bollette del 35%, per non parlare di quello “ambientale” del 75% legato alle emissioni nocive.

Se ne sente parlare tanto, ma cos’è esattamente una caldaia a condensazione? Si tratta di un impianto a gas, di tecnologia fortemente avanzata, nel quale si produce la condensazione del vapore acqueo dei fumi di scarico. Una condizione che, con il recupero del calore latente di condensazione, consente una maggiore efficienza energetica rispetto alle caldaie tradizionali e una minore emissione di fumi di scarico. Il generatore a condensazione inquina di meno ed è pertanto più ecologico. Un altro vantaggio è quello di funzionare a temperature più basse, con minori perdite di calore, rispetto alle vecchie caldaie ormai destinate ad andare in pensione. Le caldaie a condensazione poi durano anche più a lungo, grazie ai materiali per la costruzione utilizzati. Una spesa quindi, che si ammortizza nel tempo e che è senz’altro da tenere in considerazione nel bilancio familiare. Ma attenzione, per beneficiare degli sgravi fiscali il modello non dev’essere inferiore a quello di tipo A. In quel caso non sono previste agevolazioni. Per ottenere gli incentivi bisogna attenersi rigorosamente a quanto stabilito. Il pagamento della caldaia a condensazione e della sua installazione va necessariamente effettuato in modo da essere tracciato: per mezzo bonifico sia bancario sia postale e in alternativa con carta di credito o di debito. L’agevolazione fiscale prevista dalla legge di Bilancio riguarda esclusivamente i costi sostenuti nell’anno in corso ed è suddivisa in dieci quote di pari importo, distribuite nei 12 mesi.  Il risparmio per la sostituzione della vecchia caldaia con una a condensazione, tra l’altro meno rumorosa e più sicura, non finisce qui. Lo si può constatare, infatti, dalle bollette più leggere, e non di poco. Si stima un consumo energetico inferiore di ben il 35 per cento rispetto alle caldaie di vecchia generazione. Per questi motivi, sempre più persone sono propense a sostituire l’impianto tradizionale con uno a condensazione. Perché la caldaia a condensazione comporta meno emissioni inquinanti rispetto a quella tradizionale. Un vantaggio, infine, che si deve a un componente specifico: un bruciatore a pre-miscelazione, che riduce al minimo il consumo di gas e la produzione di sostanze inquinanti, quali ossido di azoto e monossido di carbonio.

 

A cura di Pietro Cobor

 

 

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