Psoriasi moderata-grave

Medicina

La psoriasi incide su gran parte degli aspetti del vivere quotidiano del paziente, dalla scelta dei vestiti alle attività sportive, come ad esempio il nuoto, dove l’esposizione di aree cutanee affette comporta emarginazione ed esclusione. L’impatto negativo della patologia si ripercuote anche sulle attività lavorative e scolastiche e sulle relazioni affettive

Le manifestazioni cutanee della malattia, oltre al dolore e al prurito, provocano disagio, frustrazione e vergogna, da cui deriva la perdita di autostima e un senso di stigmatizzazione. I pazienti provano insicurezza e cercano di nascondere agli altri il proprio problema, spesso isolandosi per paura del rifiuto sociale. Questo forte disagio è ulteriormente esacerbato dal pregiudizio, purtroppo ancora diffuso, che la patologia sia contagiosa e questo fa sì che molte persone con psoriasi frequentino esclusivamente persone affette dalla stessa malattia.

La psoriasi può dunque essere considerata a tutti gli effetti una patologia invalidante, per via dell’impatto fortemente negativo sui pazienti che ne soffrono, che può arrivare a condizionare anche i progetti lavorativi e di carriera.

Una pelle completamente ‘pulita’, finalmente libera da lesioni: è l’obiettivo ideale da raggiungere per una persona che convive quotidianamente con la psoriasi. Oggi, per i pazienti colpiti da una forma moderata-grave di psoriasi, questo è un traguardo possibile.

È infatti ora disponibile anche in Italia, rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale a seguito della recente approvazione da parte di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), brodalumab il farmaco biologico di LEO Pharma indicato per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a grave.

Parliamo di questa patologia con il Professor Giampiero Girolomoni, Direttore Clinica Dermatologica dell’Università di Verona.

Professore, cos’è la psoriasi moderata-grave e come si differenzia dalla forma lieve? Come si manifesta, quali sono i sintomi e quale la sua evoluzione?

La psoriasi è una malattia della pelle che si manifesta con la comparsa di chiazze rossastre ricoperte di squame di colore bianco-argenteo. La gravità della psoriasi si basa soprattutto sull’estensione delle lesioni cutanee sulla superficie corporea.

Giampiero Girolomoni

Professor Giampiero Girolomoni

Si parla di psoriasi moderata-grave quando l’estensione è superiore al 10% della superficie corporea, che è una dimensione tale di malattia non più curabile solo con i preparati topici.  Tuttavia, può essere anche moderata-grave una psoriasi meno estesa del 10% ma che colpisce le zone sensibili del corpo, come per esempio il viso, le aree genitali, le mani, che rendono più grave la malattia in quanto sono zone delicate o più esposte.

Una definizione più moderna di psoriasi moderata-grave si basa sul fatto che non è curabile soltanto con le creme, per diversi motivi: per le sedi, per una intolleranza ai farmaci locali, perché non è pratico o impossibile farlo.

Infine, è considerata moderata-grave una psoriasi con un punteggio PASI – l’indice da 0 a 72 che valuta estensione e gravità delle lesioni – superiore a 10. La sintomatologia è caratterizzata da arrossamento delle zone cutanee colpite e da prurito, che può essere talvolta così intenso da alterare il sonno e le normali attività quotidiane. In alcuni casi i pazienti avvertono bruciore intenso o dolore, per esempio per le ragadi alle mani.

L’evoluzione di questa malattia è generalmente cronica e procede attraverso fasi alterne di remissione e di riacutizzazione. I peggioramenti e i miglioramenti sono legati ai meccanismi infiammatori e immunologici che sono alla base della malattia. Si tratta di processi complessi in buona parte caratterizzati che inducono e sostengono o che la sopprimono.  A seconda del meccanismo che prevale la psoriasi tende ad essere più vasta e a riemergere oppure essere più controllata.

Quante persone sono colpite da psoriasi moderata-grave e qual è il profilo del paziente con questa forma di psoriasi?

La psoriasi colpisce entrambi i sessi sebbene tenda a manifestarsi più precocemente nelle donne. Nei Paesi occidentali tra cui l’Italia la psoriasi colpisce circa il 3% della popolazione, quasi 2 milioni di persone affette da questa malattia cutanea. Di queste si stima che il 60-70% abbia una forma lieve di psoriasi, il 20-30% una forma moderata e il 10% circa una forma grave. È interessante ricordare che le forme lievi restano lievi per tutta la vita, mentre le forme gravi sono tali dall’inizio.

Non c’è un vero e proprio profilo di paziente con psoriasi lieve o grave: in genere le forme più gravi sono quelle che insorgono in età più giovanile, 20-30 anni, e a volte si riscontra una familiarità. Due fattori, esordio precoce e familiarità condizionano un esordio più grave.

Le forme gravi e persistenti sono associate talvolta ad altre patologie; la psoriasi, infatti, essendo una malattia infiammatoria cronica quando è diffusa diventa un fattore di rischio cardiovascolare e metabolico importante.

Qual è l’impatto della psoriasi moderata-grave sulla vita quotidiana di chi ne è affetto?

La psoriasi moderata-grave incide in maniera molto importante sulla quotidianità e sulla qualità di vita della persona che ne è affetta. Bisogna capire che questi pazienti perdono continuamente squame cutanee. Quindi, è un problema la scelta dei vestiti, è un problema lavarsi, l’attività sportiva, la vita di relazione e la vita intima.

E poi c’è il prurito. Si dice giustamente che la psoriasi altera i rapporti sociali e persino l’attività lavorativa, perché non è piacevole dal punto di vista estetico, ma prima di tutto altera il rapporto con se stessi, e quando si è giovani può influire sulle scelte lavorative e sulle proprie aspirazioni.

Le manifestazioni cutanee provocano disagio, vergogna e frustrazione impedendo a volte anche le più banali attività ricreative.

Cosa può significare per un paziente con psoriasi moderata-grave avere una pelle libera da lesioni nel tempo?

Adesso abbiamo farmaci per la cura della psoriasi molto efficaci e anche rapidamente efficaci, tanto che nel giro di 2-3 settimane dall’inizio della terapia si può avere la scomparsa delle lesioni psoriasiche. Avere una pelle normale restituisce a questi pazienti il piacere della vita e del proprio corpo, insomma ricominciano a vivere.

Inoltre, teniamo conto che queste terapie oltre ad essere molto efficaci e veloci, sono estremamente sicure e ben tollerate, quindi spesso non è richiesto nemmeno fare esami del sangue in quanto è rarissimo che diano effetti collaterali tali che sia necessario monitorare la situazione con indagini ed analisi e hanno pochissime controindicazioni, per cui sono adatti per quasi tutti i pazienti.

 

Stefania Bortolotti

 

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial