Pulizia della lingua: perché è importante prendersene cura

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Pulizia della lingua: perché è importante prendersene cura

Per mantenere il nostro sorriso sano e bello e combattere anche quel fastidioso alito cattivo che spesso e volentieri ci mette in imbarazzo davanti alle altre persone, non è sufficiente prendersi cura dello stato dei nostri denti e delle nostre gengive. Un ruolo importante nella nostra igiene orale, infatti, lo gioca anche la lingua e la microflora che vi risiede, ecco perché quando ci laviamo i denti dobbiamo munirci anche di un pratico pulisci lingua utile per completare al meglio la nostra igiene orale.

Anche se nel 90% dei casi l’alitosi è causata da un’igiene orale insufficiente che permette la proliferazione di batteri che danno vita a placca e tartaro, anche la microflora linguale è responsabile del cattivo odore perché produce dei composti solforati colatili e acidi grassi a corta catena che sono responsabili del cattivo odore.

Ecco perché la sola spazzolatura dei denti non basta a combattere l’alito cattivo ma occorre prestare attenzione anche alle zone della bocca difficilmente detergibili come lo è appunto la superficie della lingua.

Mantenere una lingua pulita, quindi, serve a rallentare la formazione e l’accumulo della placca batterica, riducendo così il rischio di carie e gengivite.

Sono varie le tecniche sia tradizionali che moderne, valide per mantenere la lingua pulita, come la tradizione yogica, tecnica tradizionale di pulizia indiana che piano piano sta raggiungendo anche l’Occidente.

Dalla tradizione yogica, infatti, deriva una pratica cosiddetta jihva dhauti che include la pulizia della lingua come parte integrante dell’igiene del cavo orale. La pratica comprende quindi la già citata pulizia della parte superiore della lingua, ma anche il massaggio della stessa, la stimolazione dell’appetenza e altri benefici a tutta la parte superiore del tratto digestivo.

È importante tenere a mente, infatti, che una lingua pulita comporta anche una maggiore capacità di assaporare i cibi e le bevande che si assumono, capacità che col tempo e con una scarsa igiene della lingua potrebbe affievolirsi.

Questa antica tradizione indiana ed i recenti studi scientifici hanno in comune la stessa idea di base secondo la quale di notte, durante il sonno, diverse tossine rilasciate dal cibo ingerito ed alcune scorie della predigestione si depositano sulla lingua causando, oltre al cattivo odore, anche un colore innaturale della superficie della lingua. Entrambi indicano la presenza di batteri e di muco ricco di scorie.

Si deduce quindi che la lingua è l’organo sul quale si deposita la concentrazione maggiore di batteri, batteri che oltre a causare cattivo odore sono anche una delle cause di problemi ai denti e alle gengive.

Per cominciare a prendersi cura della salute della nostra lingua, quindi, si inizia effettuando un controllo regolare mattutino per assicurarsi che la lingua sia uniforme e liscia, caratteristiche proprie di una lingua sana. Al contrario, gonfiori e rugosità della superficie della lingua sono sintomo di un’eccessiva presenza di batteri.

Anche il colore della lingua ci suggerisce il suo stato di salute: una lingua rosa, infatti, è una lingua sana mentre, quando il colore è bianco, giallo, arancione o marrone, allora lo stato di salute della lingua è cattivo e bisogna fare qualcosa.

Dopo aver studiato bene lo stato di salute della nostra lingua, bisogna passare alla sua pulizia. Per fare ciò esistono strumenti specifici, sia in plastica, che in legno o in metallo, che si adattano ai vari tipi di lingua.

A prescindere dal tipo, comunque, l’importante è che questi strumenti siano in grado di aiutare i villi della lingua ad aprirsi ed ossigenarsi, impedendo così ai batteri della lingua di depositarsi e favorire la formazione di carie, di cattivo odore e di intaccare il senso del gusto.

Tra i materiali più utilizzati, sia nel passato sia oggi, c’è il rame ma altri materiali stanno prendendo sempre più piede nelle case degli italiani, soprattutto perché economici ed amici dell’ambiente, come per esempio il bambù.

A prescindere dal materiale scelto, comunque, la pulizia della lingua deve essere effettuata su tutta la sua lunghezza, dalla parte più interna verso la punta. Un consiglio è quello di estendere la lingua al di fuori della bocca, così da evitare un eventuale reflusso di conato.

La pulizia deve essere effettuata senza esagerare in intensità né in quantità, così da non andare ad irritare la mucosa, e deve essere completata con degli sciacqui di acqua o collutorio.

Per assicurarsi una corretta igiene orale e della lingua, la routine dovrebbe essere effettuata dopo ogni pasto, magari anche dopo uno spuntino. Infatti mentre la pulizia dei denti richiede più tempo e impegno, la pulizia della lingua è più veloce e non richiede particolari strumenti.

L’importante è non esagerare. A differenza dei denti, la pulizia della lingua andrebbe effettuata solo in caso di irritazione o di cattivo odore o di un colorito diverso dal rosa perché non tutti i batteri presenti sulla lingua sono necessariamente cattivi. Alcuni di essi, infatti, hanno il compito di tenere lontano dal nostro organismo agenti patogeni pericolosi e per questo bisogna stare attenti a non rimuoverli.

 

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