“Il futuro siamo noi” documentario su bambini da tutto il mondo impegnati per difendere i propri ideali

Cinema

“Il futuro siamo noi” (Demain est à nous – Forward), documentario girato nel 2019 dal regista francese Gilles de Maistre, distribuito da Officine UBU, prodotto da Echo Studio, Mai Juin Production, della durata di 84 minuti, esce nelle sale italiane giovedì 27 maggio 2021.

Presentato alla Festa del Cinema di Roma 2020 come evento speciale all’interno della rassegna Alice in città, ha ricevuto il patrocinio del Comitato Italiano per UNICEF Italia e della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

E’ un film corale, con riprese dal vivo, per una testimonianza diretta sulle idee di sette bambini attivisti che per un futuro migliore si oppongono alle ingiustizie e alla violenza. Sono tutti supportati dai loro parenti, perlopiù di ceto povero. Gli stessi bambini chiedono il permesso alle autorità e sfilano nelle strade, nei mercati, con striscioni e annunci. Non tutti accettano queste ferme proteste e c’è anche chi scaccia i manifestanti.

I protagonisti della pellicola sono José, Arthur, Aissatou, Heena, Peter, Kevin e Jocelyn, filmati nel loro ambiente, impegnati in cause umanitarie per difendere i propri ideali e i diritti dei loro coetanei ed anche degli adulti. Le prime sequenze inquadrano Josè Adolfo Quisocala e gli altri bambini invitati per la premiazione in Svezia, nel Palazzo dove si consegnano i premi Nobel e José afferma. <<Forse non lo sapete ancora, ma noi  bambini salveremo il mondo.>>  Sono bambini disposti a rinunciare a parte della loro infanzia per agire sui progetti che gli adulti  disillusi hanno abbandonato.

SINOSSI

Questi bambini non si sono mai sentiti troppo giovani, troppo deboli o troppo isolati per opporsi alle ingiustizie e alle violenze. Al contrario, grazie alla loro forza di carattere e al loro coraggio, sono riusciti a combattere per difendere i propri ideali, per un futuro migliore per tutta l’umanità. Sfruttamento di esseri umani, lavoro minorile, matrimoni forzati, devastazioni ambientali, povertà estrema… Sono coinvolti su molteplici fronti. Per quanto piccoli, si sono resi conto molto presto delle disuguaglianze e delle storture del mondo, sia perché le soffrivano loro stessi, sia perché ne erano testimoni.

Nel film non c’è nessuna finzione: il regista francese filma e registra i protagonisti impegnati concretamente nei loro progetti.

«Se milioni di adulti e bambini agissero come questi incredibili ragazzini, avremmo risolto molti dei problemi che affliggono il mondo, rendendolo certamente un posto migliore per le generazioni a venire» commenta il regista francese.

José Adolfo, 13 anni, peruviano, per potenziare la difesa dell’ambiente, all’età di sette anni ha sviluppato la fondazione di una banca cooperativa, invitando i bambini a raccogliere carta e plastica da smaltire e rigenerare, ottenendo denaro utile di cui ogni “socio raccoglitore” può disporre.

José nell’amministrazione di questo progetto è aiutato dal padre e da professionisti e ne è felicissimo. Durante il giorno si dedica alla banca cooperativa e studia quando può on line, seppure talvolta ne ammette la grande fatica.

Arthur ha dieci anni e si decida ai senza tetto. Con l’aiuto dei genitori, in particolare della mamma, scrupolosamente li visita, nei luoghi dove sono appostati e porta loro cibo, bevande e indumenti. Dimostra il suo reale interesse eseguendo opere pittoriche e con il ricavato di queste vendite aiuta i clochards.

Aissatou ha 12 anni, di famiglia modesta, è di Konakry (Guinea). Aissatou è impegnata contro la violenza sulle donne, in particolare contro i matrimoni combinati e le spose bambine. Aissatou segue le orme di Hadja Idrissa Bah – nata nel 1999- eletta nel 2016, all’età di 13 anni, Presidente del Parlamento dei Bambini di Guinea. Hadja è particolarmente impegnata nella lotta alle mutilazioni genitali femminili. Aissatou organizza operazioni di sensibilizzazione nelle scuole, nei mercati e incontra i rappresentanti delle istituzioni.

Heena ha 11 anni è di Nuova Delhi (India) svolge l’attività di reporter, scrivendo su Balaknama (la voce dei bambini), un bollettino informativo mensile in cui vengono condivisi articoli che toccano i numerosi problemi dei bambini che vivono e lavorano per strada. Ogni storia implica una riflessione approfondita. Heena insegna a leggere scrivere ai bambini analfabeti.

Kevin, Jocelyn e Peter – 10, 12 e 13 anni – di Potosì (Bolivia) combattono per l’uguaglianza dei diritti. In Bolivia, che conta 11 milioni di abitanti, sono più di un milione i bambini che lavorano nelle miniere e nelle fabbriche di mattoni. L’estrema povertà li porta ad aiutare la famiglia. Alcuni di questi piccoli lavoratori ha creato un sindacato per difendere e inquadrare il diritto del lavoro per una regolarizzazione senza età legale, per un miglioramento delle condizioni di vita e del salario, al pari degli adulti.

 

Judith Maffeis Sala

 

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