IL LINGUAGGIO DEL SESSO

Il linguaggio del sesso

IL LINGUAGGIO DEL SESSO

Laura Rivolta, sessuologa psicologa psicoterapeuta

di Laura Rivolta, sessuologa psicologa psicoterapeuta

www.laurarivolta.it

Il linguaggio è un aspetto fondamentale di ogni interazione, ha le sue regole e caratterizza il contesto, basti pensare a quello che “scegliamo” di adottare  al colloquio di lavoro o dove incontriamo degli amici, che sia un pub o una discoteca, o con i familiari.

Ogni luogo richiede un lessico consono e adeguato, per evitare disagio o semplicemente il non riconoscimento degli interlocutori.

Il linguaggio, del resto, è anche termometro degli stati di animo delle persone che interagiscono tra loro, esprimendone la rabbia, l’aggressività, la gioia o il piacere.

Ognuno ha un linguaggio suo proprio che nel tempo cambia: può arricchirsi o involversi,  favorire o distanziare le persone, complimentarle, nonché,  se usato in modo improprio, offenderle o ferirle.

Poi esiste un linguaggio della sfera intima, quello usato nel sesso, un campo ulteriore, distinto e assolutamente interessante quale spunto di molte riflessioni.

Il linguaggio a letto ha un peso?

Certamente sì, ogni persona come ogni coppia ha un proprio modo di esprimersi mentre fa l’amore. Chi privilegia la gestualità e gli sguardi, chi il silenzio, chi sussurra parole dolci e chi invece si eccita con frasi hard.

Il linguaggio tra le lenzuola ha certamente un peso specifico, può accendere l’eccitazione o inibirla completamente, può essere “bello” o “brutto” a seconda di chi e di come lo utilizza, potendo potenziare il piacere ma, se usato in modo improprio o nel tempo sbagliato,  offendere e umiliare colui/colei che lo riceve. Quindi, le regole del linguaggio vanno rispettate, ancor di più a letto.

Decalogo di un uso efficace

La regola  aurea del “linguaggio spinto” a letto è  praticarlo  al momento di consolidamento del rapporto, per escludere  possibili fraintendimenti. Parlare sporco diventa l’opportunità per svelare i nostri lati oscuri e provare ciò che normalmente non faremmo.

La complicità è un fattore determinante. Le coppie possono decidere di adottare un linguaggio “crudo”, anche triviale e sconcio, purché consapevoli che è un gioco erotico reciproco, un acceleratore di passione: il dirty talk acquisisce questo potere.

Il senso diventa la funzionalità stessa del linguaggio erotico ma, per essere tale, la coppia a letto deve avere libertà di espressione.

La complicità e il rispetto reciproco consentono quindi di lasciarsi andare, con un effetto liberatorio che in altri momenti sarebbe impossibile. Il  libero gioco dell’istintività acquista  così valenza positiva.

È per questo che spesso  le parolacce o le espressioni hard hanno un sapore diverso, piacciono ed eccitano, ma devono essere accettate e riconosciute da entrambi!

Il consenso nel sesso è fattore fondamentale, per taluni, soprattutto se rigidi e timidi, il linguaggio spinto spaventa in quanto vissuto come offesa. In questo caso  è opportuno evitare forzature, desistendo dall’utilizzarlo, non incontrarsi sul piano della comunicazione verbale  comprometterebbe il rapporto.

È noto il legame tra il linguaggio hard e le fantasie erotiche, come  la descrizione al partner di quello che si sta facendo o si vorrebbe fare, con parole provocanti, spesso  funzionale ad innalzare  la temperatura di diversi gradi.

Il tono della voce assume quindi un ruolo da protagonista, dando modo alla stessa parola di assumere più significati. Se  basso e sussurrato creerà un’intimità immediata e una eccitazione palpabile.

Dolce o piccante? Premesso che ricette universali non esistono, a letto le differenze di ciascuno si innestano al grado di confidenza che ha coppia. Le donne tendono a preferire un inizio più dolce con possibilità di passare a frasi piccanti. Gli uomini durante l’amplesso preferiscono frasi più “strong”. L’ importante è “costruire”  insieme il proprio parlarsi  erotico.

Ricordiamoci sempre che la sessualità è giocosa, il linguaggio ne rappresenta una componente, ma se diventa ossessivo e seriale nei repertori rappresenta un problema  da affrontato.

 

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